Tu e i tuoi dipendenti siete i migliori influencer che la tua azienda possa ...
Tu e i tuoi dipendenti siete i migliori influencer che la tua azienda possa avere: ecco come trasformare le risorse umane in una risorsa attiva per il Branding.
Il paradosso della fiducia
Viviamo in un’epoca di scetticismo. Le persone si fidano sempre meno delle pubblicità istituzionali, dei comunicati stampa e dei loghi aziendali. Di chi si fidano, allora? Delle persone. Secondo una ricerca riportata da LinkedIn [1], quando si parla di condizioni di lavoro e integrità aziendale l’opinione di un dipendente è considerata tre volte più credibile di quella di un CEO o di un manager.
È qui che l’Employer Branding e i Brand Ambassador smettono di essere termini da manuale HR e diventano strumenti vitali per la reputazione aziendale. Si tratta di costruire un’immagine del marchio autentica e a prova di crisi, partendo dall’interno.
1. Che cos’è l’Employer Branding?
Molti confondono l’Employer Branding con i benefit aziendali: l’area pausa in ufficio, la frutta fresca, lo smart working. Sono tutti benefit fondamentali, ma l’Employer Branding è una faccenda più ampia: è la reputazione che la tua azienda trasmette tramite l’immagine del datore di lavoro.
Cosa si dice davvero di te nei corridoi, nelle chat di WhatsApp e su portali come Glassdoor o Indeed? L’Employer Branding parte dalla risposta a questa domanda. Una buona strategia allinea l’identità dell’azienda (chi dite di essere) con l’esperienza reale dei dipendenti (chi siete veramente). E quando c’è discrepanza tra realtà e pubblicità, nasce il danno reputazionale.
2. Chi sono i Brand Ambassador?
I Brand Ambassador interni sono i dipendenti che scelgono spontaneamente di promuovere l’azienda, i suoi valori e i suoi servizi attraverso i propri canali personali digitali (LinkedIn, Instagram) e analogici (passaparola). Ma attenzione: non sono venditori, sono testimonial. Quando un ingegnere condivide con orgoglio un progetto appena chiuso, o una responsabile HR posta una foto del team building, stanno portando avanti una campagna marketing molto efficace. Stanno dicendo al mondo “sono fiero di lavorare qui".
3. Perché sono legati a doppio filo?
Non puoi avere l’uno senza l’altro.
Senza Employer Branding, l’ambiente di lavoro può essere percepito come tossico o disorganizzato. Così facendo non avrai Ambassador, ma detrattori. I dipendenti potrebbero usare i propri canali per lamentarsi, creando crisi reputazionali.
D’altro canto, senza Brand Ambassador puoi avere la cultura aziendale migliore del mondo, ma nessuno che la racconta all’esterno. L’Employer Branding ha bisogno delle voci dei dipendenti per diventare visibile e credibile.
4. Come applicarli a vantaggio della Reputazione
Trasformare i dipendenti in Ambassador non avviene per magia, ma serve una strategia che unisca HR, Comunicazione e Legal.
Ecco alcune buone pratiche:
5. I vantaggi competitivi
Implementare questa strategia porta risultati misurabili: fornisce uno scudo contro le crisi, attira talenti e fornisce canali di “earned marketing” con un engagement in media 8 volte superiore rispetto ai canali corporate.
La conversazione positiva intorno al brand, poi, si trasferisce anche ai portatori d’interesse, trasmettendo affidabilità, unità, coesione appetibili non solo per i dipendenti futuri, ma anche per i clienti.
Conclusione
Le persone non si fidano delle aziende, ma delle persone e delle relazioni. Investire in Employer Branding e formare i Brand Ambassador significa smettere di usare il megafono aziendale e iniziare a far cantare il coro.
Con un’attenta coordinazione alla comunicazione e grazie a consulenti come SIRO Consulting, la tua prossima grande campagna di reputazione la faranno le persone che siedono negli uffici accanto al tuo.
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