Per continuare a parlare di Web Reputation...

La partecipazione all‘incontro “LA GESTIONE DELLA REPUTAZIONE PER MANAGER E AZIENDE” presso FEDERMANAGER del 26 ottobre u.s. e l’ascolto della relazione dei diversi oratori che parlavano della utilità del web ai fini e di una semplice riconoscibilità positiva e di una rappresentatività allargata del successo professionale, mi hanno offerto una ulteriore possibilità di considerare quanto questa nuova forma di  comunicazione abbia prodotto in una manciata di anni un evento  sociologicamente trasformativo. Un evento che ha infatti  indotto una radicale ed inarrestabile trasformazione sui tempi di costruzione o distruzione del successo e delle potenzialità di un individuo: nel bene e nel male, nel vero e nel non vero. Ed il veloce e fluido percorso di diffusione dei messaggi positivi o negativi  fondanti , costituisce una forma di trasmissione culturale che ha il potere di condizionare  anche la costruzione del profilo individuale.

E’ quindi da prendere atto che è un evento questo mediatico che negli ultimi anni ha iniziato esponenzialmente e radicalmente ad interferire con quegli standard di riferimento concettuali che per millenni hanno costituito la formula con cui venivano  trasmessi  gli insegnamento dei saggi e degli educatori . Cioè quei personaggi di riconosciuto valore che attraverso modalità comunicative costituite da parole , fogli scritti ed esempio quotidiano ,spiegavano che l immagine sociale ed il successo  degli uomini si costruiva lungo il corso di una presenzialità sociale; fatta di anni e per anni conservata e arricchita solo con fatti concreti. Adesso invece sono cambiati questi parametri, radicalmente; in meglio o in peggio non si può definire con certezza. Per il principio di realtà però- ovvero secondo quella dimensione psicologica sana ed insuperabile che vuole ciascun soggetto essere in condizione di riferirsi a fatti e persone in modo coerente e congruo con il contesto reale di riferimento-si è conclamata oggi una trasformazione complessiva della trasmissione dei modelli e dei percorsi interpersonali ed interattivi che non può essere taciuta o non osservata. Inoltre è da considerare che più che mai si è modificata, anche nei tempi, la trasmissione del modello esperenziale: e conseguentemente anche la dimensione pedagogica ed educativa deve tenere conto di questo nuovo contesto. La velocità di questa nuova dimensione oltre ad essere un elemento che si  articola in maniera continuamente trasformativa è  ancora oggi una dimensione con cui non tutti coloro i quali vivono una dimensione imprenditoriale attiva riescono a fare serenamente  “i conti”. E ‘ però questa una condizione  di inadeguatezza  che produce risultati che possono comportare marginalizzazioni o rischi di aggressione,  proprio perché si è impreparati e non si vive questa mentalità dal dientro. Se per un giovane tra i 20 e i 30 anni, infatti, il mondo del web è qualcosa con cui egli ha sviluppato  una facile consuetudine quotidiana, crescendoci insieme e apprendendone le nuove formule sin da piccolo , va considerato che l’adesione a questa dimensione di coloro i quali  vanno dai 50anni in poi  è molto spesso stata frutto di un grosso sforzo intellettivo ed ideologico.   Uno sforzo che pesa  e che infatti non di rado rende questi professionisti o inadeguati od incapaci ad articolare strategie idonee ad affrontare le molteplici problematiche relative ad una visibilità positiva e sempre  in progressione; alla necessità anche di elaborare item tendenti alla ottimizzazione o alla tutela o alla ricostruzione di un profilo. Diversamente c’è la scelta apparentemente snobistica di continuare a portare avanti il vecchio modo di essere presenti nel mondo del lavoro, con il rischio non molto teorico di vedere sempre più appannata la propria riconoscibilità

E, in prima persona denunciando questo senso di inadeguatezza e di più o meno riconosciuta fragilità mediatica  degli ultracinquantenni ,credo sia importante superare questo gap implementando interventi atti  a promuovere una nuova formula di esteriorizzazione e di autodifesa. Perché chi si è costruito nei decenni un ruolo attraverso una forma concreta di presenza nel mondo del lavoro, pur nella razionale consapevolezza  di tutto quanto fin qui accennato, e pur sapendo  che kafkianamente  si può essere distrutti  nella immagine dagli echi negativi del web, riesca ,scontrandosi con una esperienza di questo tipo, a recuperare psicologicamente una positiva immagine complessiva di sé: sia mediatica che personale che relazionale.  Perché infatti la perdita di una dimensione personale positiva aggrava negativamente oltre che la intima percezione del nostro sentirci adeguati ,anche la qualità delle relazioni familiari ed amicali; inducendo elementi depressivi ed attivando chiusure difensive, paure di perdita, reattività comportamentali che rischiano di minare anche la qualità delle relazioni interpersonali. Ben sapendo di poter essere tacciata di una forma di  “campanilismo” valuto come più che mai importante che  sia attivato proprio in questi frangenti  un intervento di tipo psicologico. Un intervento che comporterebbe una “riumanizzazione” degli effetti negativi del contesto mediatico e che potrebbe anche contenere e ricomporre le difficoltà interpersonali ad essi conseguenti. Con risonanze positive che si rifletteranno sui diversi contesti e che aiuteranno anche il lavoro del tecnico che si occuperà della ricostruzione della “web reputation”.

 

Dott.ssa Maria Rita Accatino

Psicologo-psicoterapeuta

Psicologia familiare, psicologia giuridica, psicologia del lavoro, ipnosi

Consulente Tecnico d’Ufficio del Tribunale Civile e Penale di Roma, del Tribunale per i Minorenni di Roma e della Procura di Latina

dottaccatino@hotmail.it