siroconsulting.com Rss http://www.siroconsulting.com/ Consulenza, internazionalizzazione, comunicazione e web reputation per la tua impresa! Affidabilità, entusiasmo, competenza. Siro Consulting it-it Wed, 27 Jun 2018 17:35:31 +0000 Fri, 10 Oct 2014 00:00:00 +0000 http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss Vida Feed 2.0 info@siroconsulting.com (Siro Consulting) info@siroconsulting.com (Simona Petrozzi) Mediacontent http://www.siroconsulting.com/vida/foto/logo.png siroconsulting.com Rss http://www.siroconsulting.com/ Web reputation e cultura del dato personale http://www.siroconsulting.com/post/499/1/Web-reputation-e-cultura-del-dato-personale http://www.siroconsulting.com/post/499/1/Web-reputation-e-cultura-del-dato-personale]]> La tutela della propria reputazione online (la web reputation), così come della propria privacy e dei propri dati personale sul web è oggi più che mai argomento attuale, interessante e trasversale.

Per Web Reputation si intende la percezione di una persona o di una azienda formatasi dall’insieme delle notizie e dei contenuti presenti nella rete. E’ l’insieme delle informazioni ed opinioni positive, negative o neutrali espresse attraverso blog, forum, siti web, social networks, etc. ed esprime un parametro o asset prioritario della e per la propria azienda o persona fisica.

Avere una buona web reputation è ormai una condizione necessaria per avviare, mantenere, sviluppare relazioni personali, professionali e sociali che sul web e dal web trovano nutrimento.

Il rischio di lesione della web reputation è esacerbato da fenomeni comunicativi perniciosi e subdoli come le “fake news” o gli “ecochambers”.

Delle prime molto si è detto e scritto. Basta qui ricordare che il fenomeno ha assunto una dimensione tale da indurre le istituzioni europee - sia il Consiglio d’Europa che la Commissione Europea - ad occuparsene.

Gli “Ecochambers” sono un fenomeno caratteristico della tecnologia del web, e in particolare dei social network, per il quale ci vengono mostrati messaggi, notizie e commenti verso i quali abbiamo già in precedenza mostrato interesse, a discapito di tutto il resto. Si tratta di un fenomeno basato sull’uso di particolari algoritmi e sulla profilazione degli utenti, sfruttato da politici, istituzioni ed organizzazioni al fine di far circolare i propri messaggi, veri o falsi che siano.

Il fenomeno si amplifica quando la cerchia di amici e conoscenti dell’utente condivide idee e pensieri simili, così amplificando una visione univoca ed acritica su un determinato argomento, con la perdita di visione su punti di vista differenti.

Va da sè che grazie a questi fenomeni una notizia che danneggia la nostra reputazione - vera o falsa che sia - avrà una diffusione imprevedibile e certamente potenzialmente virale.

Mai come oggi, dunque, la nostra reputazione è a rischio sul web, ma noi per primi dobbiamo difenderla, facendo attenzione a ciò che pubblichiamo e a ciò che condividiamo sul web, magari limitando le autorizzazioni date all’utilizzo dei nostri dati.

Ma non basta. Occorre conoscere e utilizzare tutti gli strumenti a nostra disposizione per prevenire e contrastare la pubblicazione e condivisione sul web dei nostri dati, delle nostre foto, dei nostri contatti, senza la nostra autorizzazione.

Come ben sappiamo da poche settimane è entrato in vigore il Regolamento Europeo per la protezione dei dati personali, che rispetto al trattamento dei dati sul web ha delle regole più stringenti del passato. E’ difficile dire se questo regolamento sarà utile a contrastare fenomeni come fake news ed echochambers, ma certo è un segnale.

E’ fondamentale che chi utilizza la rete comprenda che mantenere il web libero non significa escludere la tutela dei diritti delle persone e che si comincia, seppure con tempi inevitabilmente più lenti di quelli dell’evoluzione della tecnologia, ad individuare delle regole pensate per la rete.

Nell’attesa è fondamentale diffondere la cultura della gestione dei propri dati personali sul web, educando le persone alla consapevolezza, alla tutela e al monitoraggio della rete.

Simona Petrozzi

Caterina Flick

]]>
Wed, 27 Jun 2018 17:35:31 +0000 http://www.siroconsulting.com/post/499/1/Web-reputation-e-cultura-del-dato-personale
Dalla penna al mouse, road show promosso da Confcommercio sulla comunicazione ai tempi dei social http://www.siroconsulting.com/post/498/1/Dalla-penna-al-mouse-road-show-promosso-da-Confcommercio-sulla-comunicazione-ai-tempi-dei-social http://www.siroconsulting.com/post/498/1/Dalla-penna-al-mouse-road-show-promosso-da-Confcommercio-sulla-comunicazione-ai-tempi-dei-social]]> Come mutano il giornalismo, la comunicazione e il modo di fare lobby, come si sono evoluti i linguaggi dei diversi media, attraverso testimonianze editoriali e prassi innovative.

Confcommercio Palermo, giovedì 14 giugno, a partire dalle 10, ospiterà nella Sala Terrasi della Camera di Commercio (via E. Amari – 2° piano), il road show promosso da Confcommercio Nazionale che ha come obiettivo quello di analizzare come stanno cambiando la comunicazione, il giornalismo e il modo di fare lobby, di apprendere come si sono evoluti i linguaggi dei diversi media e di ascoltare testimonianze innovative nazionali e territoriali.
Gli ambiti tematici che saranno affrontati: la lobby moderna alla prova dei social e del digitale; web reputation; informazione digitale; i cambiamenti della televisioni – Infotainment; il ruolo dei quotidiani.

Interverranno: Patrizia Di Dio, presidente Confcommercio, Sergio De Luca, direttore Comunicazione Confcommercio su Lobby e imprese, Simona Petrozzi, Siro Consulting su Web reputation, Andrea Iannuzzi, giornalista de la Repubblica che si occupa di piattaforme e contenuti digitali su Informazione digitale, Andrea Minuz, docente di Storia del cinema alla “Sapienza” Università di Roma, direttore responsabile del Giornale di Sicilia Marco Romano.
L’evento è accreditato come formazione per i giornalisti: crediti 3.

Articolo originale su ilgazzettinodisicilia.it

]]>
Wed, 13 Jun 2018 20:30:07 +0000 http://www.siroconsulting.com/post/498/1/Dalla-penna-al-mouse-road-show-promosso-da-Confcommercio-sulla-comunicazione-ai-tempi-dei-social
A Palazzo Alvaro l’incontro: La Calabria e gli Stati Uniti tra Giustizia, Impresa ed Innovazione http://www.siroconsulting.com/post/497/1/A-Palazzo-Alvaro-l-incontro-La-Calabria-e-gli-Stati-Uniti-tra-Giustizia-Impresa-ed-Innovazione http://www.siroconsulting.com/post/497/1/A-Palazzo-Alvaro-l-incontro-La-Calabria-e-gli-Stati-Uniti-tra-Giustizia-Impresa-ed-Innovazione]]> Reggio Calabria. La organizzazione commerciale no-profit “American Chamber of Commerce” con sede in Milano in collaborazione con la associazione politico-culturale costituita per atto pubblico “ReggioViva” ha organizzato venerdì 15 giugno 2018, alle ore 16:30, l'evento: “La Calabria e gli Stati Uniti tra Giustizia, Impresa ed Innovazione”.

L’incontro che si svolgerà a Palazzo Alvaro sarà presentato e moderato dall’avvocato Paolo Zagami, responsabile della American Chamber of Commerce per la regione Calabria e diplomatici, giuristi ed imprenditori si confronteranno sui temi inerenti gli investimenti statunitensi e le possibili sinergie tra la Calabria ed il mondo statunitense. In particolare, saranno presenti per testimoniare la amicizia degli Stati Uniti nei confronti di Reggio e della Calabria la dottoressa Cristina Posa Attachè Department of Justice della Ambasciata degli Stati Uniti di America, i vertici italiani della American Chamber of Commerce nelle persone dei dottori Simone Crolla e Davide Cefis, gli imprenditori Jose Salgado e Marcel Kaminstein unitamente al dottore Gaetano Paci, procuratore aggiunto presso la Procura di Reggio Calabria, alla dottoressa Simona Petrozzi, presidente del Gruppo Terziario Donna di Confcommercio ed al dottore Giuseppe Muritano, direttore generale della multinazionale “Honeywell” principale realtà statunitense nel territorio. Le due sessioni di lavoro saranno intervallate da un cocktail di network e durante l’incontro saranno anche delineati i risultati raggiunti e gli obiettivi sia della American Chamber che ha lo scopo di agevolare gli scambi economici fra Italia e Stati Uniti sia della neonata ReggioViva che vuole essere un laboratorio di idee, proposte e soluzioni finalizzato a risollevare le sorti della città di Reggio. 

Articolo originale su calabriapost.net

]]>
Wed, 13 Jun 2018 20:23:35 +0000 http://www.siroconsulting.com/post/497/1/A-Palazzo-Alvaro-l-incontro-La-Calabria-e-gli-Stati-Uniti-tra-Giustizia-Impresa-ed-Innovazione
Convegno Privacy Italia con il Patrocinio della Camera di Commercio di Firenze http://www.siroconsulting.com/post/492/1/Convegno-Privacy-Italia-con-il-Patrocinio-della-Camera-di-Commercio-di-Firenze http://www.siroconsulting.com/post/492/1/Convegno-Privacy-Italia-con-il-Patrocinio-della-Camera-di-Commercio-di-Firenze]]> Dati e Mercati: Opportunità e adempimenti per le imprese toscane con il nuovo Regolamento Europeo in materia di protezione dei dati personali (GDPR). 

]]>
Wed, 11 Apr 2018 10:44:11 +0000 http://www.siroconsulting.com/post/492/1/Convegno-Privacy-Italia-con-il-Patrocinio-della-Camera-di-Commercio-di-Firenze
Conferenza - Incontro formativo Genitori digitali e web reputation http://www.siroconsulting.com/post/491/1/Conferenza-Incontro-formativo-Genitori-digitali-e-web-reputation http://www.siroconsulting.com/post/491/1/Conferenza-Incontro-formativo-Genitori-digitali-e-web-reputation]]> Si è tenuto lo scorso 24 marzo presso l’Auditorium Villa Lazzaroni di Roma la Conferenza – Incontro formativo organizzato da ACEM – Associazione Culturale e Ricreativa Dirigenza Energia e Multiservizi (www.associazione-acem.it) in collaborazione con SIRO CONSULTING (www.siroconsulting.com), società di consulenza leader della comunicazione d’impresa e servizi digitali.
Il tema nasce per rispondere all’esigenza di genitori ed educatori di comprendere i rischi e le opportunità del web attraverso un percorso formativo sulla tutela della reputazione ed il contrasto al cyberbullismo.
Genitori, figli e internet: La grande maggioranza dei genitori si chiede cosa fanno i propri figli davanti al computer o con il proprio smartphone, ma sottovalutano spesso i rischi connessi con un uso non consapevole ed informato degli strumenti tecnologici.

Il tema è stato affrontato con un taglio multidisciplinare dalle relatrici:

  • Dottoressa SIMONA PETROZZI, esperta di Comunicazione Digitale e Web Reputation Specialist. Titolare di Siro Consulting
  • Avvocato CATERINA FLICK, esperta di diritto e criminalità informatica, Coordinatore della commissione Web e Media della FIFCJ – IFWLC (Fédération Internationale des Femmes des Carrières Juridiques), già legale del Telefono Azzurro per Internet e Minori.
  • Dott.ssa ELISA MARCHESELLI, psicologa, psicoterapeuta esperta di Cybercrime e dipendenze da Internet.
  • Il notevole interesse dimostrato dai partecipanti all’evento nonché l’esigenza di completare il percorso formativo suggerisce l’opportunità di prevedere un nuovo appuntamento rivolto a bambini e ragazzi.
]]>
Tue, 10 Apr 2018 18:45:22 +0000 http://www.siroconsulting.com/post/491/1/Conferenza-Incontro-formativo-Genitori-digitali-e-web-reputation
Fake news: disinformazione e danni economici http://www.siroconsulting.com/post/490/1/Fake-news-disinformazione-e-danni-economici http://www.siroconsulting.com/post/490/1/Fake-news-disinformazione-e-danni-economici]]> Convegno "Fake news: disinformazione e danni economici", registrato a Roma giovedì 22 marzo 2018 alle 17:13.

L'evento è stato organizzato da Fondazione Luigi Einaudi Onlus per Studi di Politica Economia e Storia.

Sono intervenuti: Fabrizio Valerio Bonanni Saraceno (coordinatore del Comitato Scientifico della Fondazione Luigi Einaudi), Enea Franza (responsabile dell'Ufficio Consumer Protection della CONSOB), Giuseppe Benedetto (presidente della Fondazione Luigi Einaudi Onlus per Studi di Politica Economia e Storia), Simona Petrozzi (Web Reputation Specialist of Siro Consulting), Caterina Flick (avvocato).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Avvocatura, Blog, Borsa, Capitalismo, Commissione Ue, Comunicazione, Concorrenza, Consob, Diffamazione, Digitale, Diritto, Discriminazione, Economia, Elezioni, Facebook, Famiglia, Finanza, Germania, Giornali, Giornalismo, Giornalisti, Gran Bretagna, Guerra, Imprenditori, Impresa, Informatica, Informazione, Internet, Italia, Magistratura, Mass Media, Medicina, Nazismo, Politica, Privacy, Psicologia, Reddito, Salute, Sindacato, Societa', Stampa, Statistica, Storia, Suicidio, Sviluppo, Tecnologia, Unione Europea, Vaccinazioni.

]]>
Tue, 10 Apr 2018 18:18:51 +0000 http://www.siroconsulting.com/post/490/1/Fake-news-disinformazione-e-danni-economici
RS: Torrita di Siena - Cyberbullismo http://www.siroconsulting.com/post/480/1/RS-Torrita-di-Siena-Cyberbullismo http://www.siroconsulting.com/post/480/1/RS-Torrita-di-Siena-Cyberbullismo]]> Il progetto 'Connettersi contro la violenza" spiegato a educatori e genitori. Internet, come difendersi da bullismo e altri problemi

]]>
Wed, 4 Oct 2017 19:17:01 +0000 http://www.siroconsulting.com/post/480/1/RS-Torrita-di-Siena-Cyberbullismo
RS: Torrita di Siena - Cyberbullismo http://www.siroconsulting.com/post/479/1/RS-Torrita-di-Siena-Cyberbullismo http://www.siroconsulting.com/post/479/1/RS-Torrita-di-Siena-Cyberbullismo]]> Incontro tra esperti proposto dall'associazione Era su argomenti come il cyberbullismo. L'arte di educare gli studenti all'uso consapevole e indipendente di internet

]]>
Wed, 4 Oct 2017 19:12:06 +0000 http://www.siroconsulting.com/post/479/1/RS-Torrita-di-Siena-Cyberbullismo
RS: Come gestire il marchio e la reputazione on line http://www.siroconsulting.com/post/486/1/RS-Come-gestire-il-marchio-e-la-reputazione-on-line http://www.siroconsulting.com/post/486/1/RS-Come-gestire-il-marchio-e-la-reputazione-on-line]]> Ne abbiamo parlato con Simona Petrozzi, presidente Giovani Imprenditori Confcommercio Toscana che organizza l'evento (18 settembre) alla Casa dell'Energia di Arezzo alle 21 con numerosi esperti di web reputation

]]>
Wed, 20 Sep 2017 18:05:00 +0000 http://www.siroconsulting.com/post/486/1/RS-Come-gestire-il-marchio-e-la-reputazione-on-line
RS: La reputazione aziendale corre sul web, successo per il convegno dei giovani Confcommercio http://www.siroconsulting.com/post/485/1/RS-La-reputazione-aziendale-corre-sul-web-successo-per-il-convegno-dei-giovani-Confcommercio- http://www.siroconsulting.com/post/485/1/RS-La-reputazione-aziendale-corre-sul-web-successo-per-il-convegno-dei-giovani-Confcommercio-]]> Nel tempo di internet e dei social media, la reputazione aziendale e quella personale corrono sempre di più online. Neppure essere assenti dal web mette al riparo dai giudizi altrui. Perché online siamo tutti attori passivi e attivi: da un lato valutiamo servizi, prodotti, aziende, persone, dall’altro veniamo valutati, perfino quando crediamo di non essere visti.

E, allora, cosa fare quando sul web circolano notizie false e diffamatorie sul nostro conto? Ma soprattutto: come gestire la propria immagine per avere più clienti e aumentare il fatturato? A queste domande hanno cercato di rispondere i protagonisti del convegno sulla web reputation che si è tenuto lunedì 18 settembre alla Casa dell’Energia di Arezzo, su iniziativa del gruppo Giovani Imprenditori della Confcommercio provinciale.

A moderare la serata c’era la presidente regionale dei Giovani di Confcommercio Simona Petrozzi, esperta in materia. A portare i saluti dell’associazione è intervenuta anche la presidente di Confcommercio Toscana Anna Lapini: “ormai nella rete ci finisce anche chi in realtà non vorrebbe. Che ne sappiamo che qualcuno, in questo momento, non stia parlando proprio della nostra azienda in certe piattaforme social, diventate ormai un clone delle vecchie piazze del paese? E che cosa dice di noi? Ci consiglia ad altri utenti oppure ci fa cattiva pubblicità? Dire “L'ho letto su internet” ormai equivale a dire che è vero. Internet è considerata fonte autorevole, e per qualcuno unica, di informazioni: non pensate allora che sia importante avere il controllo di quanto si dice di noi?”, ha ribadito la presidente.

A proposito di diffamazione sul web, l’avvocato Caterina Flick, dello Studio Nunziante Magrone, penalista societaria, ha riportato un esempio illustre: “solo pochi giorni fa il libro pubblicato da Hillary Clinton è stato accolto con migliaia di commenti negativi, la gran parte postati da chi il libro non l’aveva letto affatto e nemmeno comprato. Dunque, essere sul web non basta: occorre esserci nel modo giusto, poiché se non sempre è facile monitorare cosa gli altri dicono di noi, lo è ancora meno gestire gli effetti di commenti negativi, specie se falsi. Nel caso della ex First Lady americana ci ha pensato Amazon a rimuovere le recensioni ritenute false”, ha proseguito, “in altri casi – la maggior parte – occorre organizzarsi adeguatamente. La cassetta per gli attrezzi necessaria per stare sul web deve avere strumenti diversi, da utilizzare dosandoli nel modo giusto, a seconda che sia necessario promuovere la propria immagine, migliorarla, oppure difendersi da una cattiva reputazione, magari ingiustificata”.

Per l’avvocato Flick sono principalmente tre gli strumenti da utilizzare per migliorare e tutelare la propria reputazione sul web: il primo è la tecnologia. “Monitoraggio e promozione della propria immagine richiedono sia la capacità di analizzare il web, sia la possibilità di “presentarsi” ed essere riconosciuti dal web, in altre parole di tecnici preparati, dotati di software adeguati”.

Il secondo è la comunicazione. “Avere orecchie e bocca sul web non basta, se non si hanno contenuti di qualità da comunicare. Ci siamo abituati a comunicazioni brevi, poche parole in un tweet, in realtà molto spesso poche parole efficaci sono la sintesi di un ragionamento o di un discorso lungo e approfondito”.

Il terzo è il diritto. “Rispondere a un’offesa con le parole giuste, contestare il concorrente senza essere offensivi, presentare progetti e idee nuove senza temere che vengano copiate: occorre avere le idee chiare, con uno sguardo all’estero, dato che il web è anche mercato globale. E se proprio è necessario, potersi difendere in giudizio”.

Una cosa è certa, come ha evidenziato Gianluca Pellegrinelli, docente certificato Google e Ebay: “una fetta sempre più consistente di consumatori sceglie online guardando le recensioni e i feedback degli utenti, per cui diventa necessario per un’impresa imparare bene a gestire, e non a subire, le opinioni degli altri”. Inevitabile che, di fronte a commenti negativi vada prima di tutto superato uno scoglio emotivo, come ha detto la psicologa Elisa Marcheselli, presidente degli Psicologi della Confcommercio aretina. La gestione psicologica di queste variabili diventa così essenziale nel processo di cura della propria reputazione sul web, nel quale entrano in gioco anche altri fattori, come la conoscenza approfondita dei meccanismi di internet, evidenziata dall’ingegnere informatico Daniele Muscarella, e quella delle norme, sottolineata dall’avvocato Giovanni Caristi.

Per proseguire la conoscenza della web reputation e dei suoi meccanismi, Confcommercio organizza dal prossimo mese di ottobre un nuovissimo corso, che in tre lezioni offre importanti strumenti per curare la propria immagine su internet in maniera autonoma, imparando ad esempio a rispondere in maniera adeguata ai commenti negativi, rafforzando quelli positivi e mettendo in pratica piccoli accorgimenti che, anche sul breve termine, aiutano a migliorare la propria presenza sul web. Negli incontri saranno affrontati anche gli aspetti legali e comunicativi della web reputation

Articolo originale su arezzotv.net

]]>
Wed, 20 Sep 2017 17:58:42 +0000 http://www.siroconsulting.com/post/485/1/RS-La-reputazione-aziendale-corre-sul-web-successo-per-il-convegno-dei-giovani-Confcommercio-
RS: La reputazione aziendale corre sul web http://www.siroconsulting.com/post/483/1/RS-La-reputazione-aziendale-corre-sul-web http://www.siroconsulting.com/post/483/1/RS-La-reputazione-aziendale-corre-sul-web]]> In tempo di internet e social media, la reputazione aziendale e quella personale corrono sempre di più online. Neppure essere assenti dal web mette al riparo dai giudizi altrui. Perché online siamo tutti attori passivi e attivi: da un lato valutiamo servizi, prodotti, aziende, persone, dall’altro veniamo valutati, perfino quando crediamo di non essere visti.

E, allora, cosa fare quando sul web circolano notizie false e diffamatorie sul nostro conto? Ma soprattutto: come gestire la propria immagine per avere più clienti e aumentare il fatturato?  A queste domande hanno cercato di rispondere i protagonisti del convegno sulla web reputation che si è tenuto lunedì 18 settembre alla Casa dell’Energia di Arezzo, su iniziativa del gruppo Giovani Imprenditori della Confcommercio provinciale.

A moderare la serata c’era la presidente regionale dei Giovani di Confcommercio Simona Petrozzi, esperta in materia. A portare i saluti dell’associazione è intervenuta anche la presidente di Confcommercio Toscana Anna Lapini: “ormai nella rete ci finisce anche chi in realtà non vorrebbe. Che ne sappiamo che qualcuno, in questo momento, non stia parlando proprio della nostra azienda in certe piattaforme social, diventate ormai un clone delle vecchie piazze del paese? E che cosa dice di noi? Ci consiglia ad altri utenti oppure ci fa cattiva pubblicità? Dire “L'ho letto su internet” ormai equivale a dire che è vero. Internet è considerata fonte autorevole, e per qualcuno unica, di informazioni: non pensate allora che sia importante avere il controllo di quanto si dice di noi?”, ha ribadito la presidente.

A proposito di diffamazione sul web, l’avvocato Caterina Flick, dello Studio Nunziante Magrone, penalista societaria, ha riportato un esempio illustre: “solo pochi giorni fa il libro pubblicato da Hillary Clinton è stato accolto con migliaia di commenti negativi, la gran parte postati da chi il libro non l’aveva letto affatto e nemmeno comprato. Dunque, essere sul web non basta: occorre esserci nel modo giusto, poiché se non sempre è facile monitorare cosa gli altri dicono di noi, lo è ancora meno gestire gli effetti di commenti negativi, specie se falsi. Nel caso della ex First Lady americana ci ha pensato Amazon a rimuovere le recensioni ritenute false”, ha proseguito, “in altri casi – la maggior parte – occorre organizzarsi adeguatamente. La cassetta per gli attrezzi necessaria per stare sul web deve avere strumenti diversi, da utilizzare dosandoli nel modo giusto, a seconda che sia necessario promuovere la propria immagine, migliorarla, oppure difendersi da una cattiva reputazione, magari ingiustificata”,  “

Per l’avvocato Flick sono principalmente tre gli strumenti da utilizzare per migliorare e tutelare la propria reputazione sul web: il primo è la tecnologia. “Monitoraggio e promozione della propria immagine richiedono sia la capacità di analizzare il web, sia la possibilità di “presentarsi” ed essere riconosciuti dal web, in altre parole di tecnici preparati, dotati di software adeguati”.

Il secondo è la comunicazione. “Avere orecchie e bocca sul web non basta, se non si hanno contenuti di qualità da comunicare. Ci siamo abituati a comunicazioni brevi, poche parole in un tweet, in realtà molto spesso poche parole efficaci sono la sintesi di un ragionamento o di un discorso lungo e approfondito”.

Il terzo è il diritto. “Rispondere a un’offesa con le parole giuste, contestare il concorrente senza essere offensivi, presentare progetti e idee nuove senza temere che vengano copiate: occorre avere le idee chiare, con uno sguardo all’estero, dato che il web è anche mercato globale. E se proprio è necessario, potersi difendere in giudizio”.

Una cosa è certa, come ha evidenziato Gianluca Pellegrinelli, docente certificato Google e Ebay: “una fetta sempre più consistente di consumatori sceglie online guardando le recensioni e i feedback degli utenti, per cui diventa necessario per un’impresa imparare bene a gestire, e non a subire, le opinioni degli altri”. Inevitabile che, di fronte a commenti negativi vada prima di tutto superato uno scoglio emotivo, come ha detto la psicologa Elisa Marcheselli, presidente degli Psicologi della Confcommercio aretina. La gestione psicologica di queste variabili diventa così essenziale nel processo di cura della propria reputazione sul web, nel quale entrano in gioco anche altri fattori, come la conoscenza approfondita dei meccanismi di internet, evidenziata dall’ingegnere informatico Daniele Muscarella, e quella delle norme, sottolineata dall’avvocato Giovanni Caristi.

Per proseguire la conoscenza della web reputation e dei suoi meccanismi, Confcommercio organizza dal prossimo mese di ottobre un nuovissimo corso, che in tre lezioni offre importanti strumenti per curare la propria immagine su internet in maniera autonoma, imparando ad esempio a rispondere in maniera adeguata ai commenti negativi, rafforzando quelli positivi e mettendo in pratica piccoli accorgimenti che, anche sul breve termine, aiutano a migliorare la propria presenza sul web. Negli incontri saranno affrontati anche gli aspetti legali e comunicativi della web reputation.

Articolo originale su confcommercio.ar.it

]]>
Wed, 20 Sep 2017 17:24:49 +0000 http://www.siroconsulting.com/post/483/1/RS-La-reputazione-aziendale-corre-sul-web
RS: Confcommercio - Così la reputazione aziendale corre sul web http://www.siroconsulting.com/post/482/1/RS-Confcommercio-Cosi-la-reputazione-aziendale-corre-sul-web http://www.siroconsulting.com/post/482/1/RS-Confcommercio-Cosi-la-reputazione-aziendale-corre-sul-web]]> In tempo di internet e social media, la reputazione aziendale e quella personale corrono sempre di più online. Neppure essere assenti dal web mette al riparo dai giudizi altrui. Perché online siamo tutti attori passivi e attivi: da un lato valutiamo servizi, prodotti, aziende, persone, dall’altro veniamo valutati, perfino quando crediamo di non essere visti.

E, allora, cosa fare quando sul web circolano notizie false e diffamatorie sul nostro conto? Ma soprattutto: come gestire la propria immagine per avere più clienti e aumentare il fatturato? A queste domande hanno cercato di rispondere i protagonisti del convegno sulla web reputation che si è tenuto lunedì 18 settembre alla Casa dell’Energia di Arezzo, su iniziativa del gruppo Giovani Imprenditori della Confcommercio provinciale.

A moderare la serata c’era la presidente regionale dei Giovani di Confcommercio Simona Petrozzi, esperta in materia. A portare i saluti dell’associazione è intervenuta anche la presidente di Confcommercio Toscana Anna Lapini: “ormai nella rete ci finisce anche chi in realtà non vorrebbe. Che ne sappiamo che qualcuno, in questo momento, non stia parlando proprio della nostra azienda in certe piattaforme social, diventate ormai un clone delle vecchie piazze del paese? E che cosa dice di noi? Ci consiglia ad altri utenti oppure ci fa cattiva pubblicità? Dire “L’ho letto su internet” ormai equivale a dire che è vero. Internet è considerata fonte autorevole, e per qualcuno unica, di informazioni: non pensate allora che sia importante avere il controllo di quanto si dice di noi?”, ha ribadito la presidente.

A proposito di diffamazione sul web, l’avvocato Caterina Flick, dello Studio Nunziante Magrone, penalista societaria, ha riportato un esempio illustre: “solo pochi giorni fa il libro pubblicato da Hillary Clinton è stato accolto con migliaia di commenti negativi, la gran parte postati da chi il libro non l’aveva letto affatto e nemmeno comprato. Dunque, essere sul web non basta: occorre esserci nel modo giusto, poiché se non sempre è facile monitorare cosa gli altri dicono di noi, lo è ancora meno gestire gli effetti di commenti negativi, specie se falsi. Nel caso della ex First Lady americana ci ha pensato Amazon a rimuovere le recensioni ritenute false”, ha proseguito, “in altri casi – la maggior parte – occorre organizzarsi adeguatamente. La cassetta per gli attrezzi necessaria per stare sul web deve avere strumenti diversi, da utilizzare dosandoli nel modo giusto, a seconda che sia necessario promuovere la propria immagine, migliorarla, oppure difendersi da una cattiva reputazione, magari ingiustificata”.

Per l’avvocato Flick sono principalmente tre gli strumenti da utilizzare per migliorare e tutelare la propria reputazione sul web: il primo è la tecnologia. “Monitoraggio e promozione della propria immagine richiedono sia la capacità di analizzare il web, sia la possibilità di “presentarsi” ed essere riconosciuti dal web, in altre parole di tecnici preparati, dotati di software adeguati”.
Il secondo è la comunicazione. “Avere orecchie e bocca sul web non basta, se non si hanno contenuti di qualità da comunicare. Ci siamo abituati a comunicazioni brevi, poche parole in un tweet, in realtà molto spesso poche parole efficaci sono la sintesi di un ragionamento o di un discorso lungo e approfondito”.

Il terzo è il diritto. “Rispondere a un’offesa con le parole giuste, contestare il concorrente senza essere offensivi, presentare progetti e idee nuove senza temere che vengano copiate: occorre avere le idee chiare, con uno sguardo all’estero, dato che il web è anche mercato globale. E se proprio è necessario, potersi difendere in giudizio”.

Una cosa è certa, come ha evidenziato Gianluca Pellegrinelli, docente certificato Google e Ebay: “una fetta sempre più consistente di consumatori sceglie online guardando le recensioni e i feedback degli utenti, per cui diventa necessario per un’impresa imparare bene a gestire, e non a subire, le opinioni degli altri”. Inevitabile che, di fronte a commenti negativi vada prima di tutto superato uno scoglio emotivo, come ha detto la psicologa Elisa Marcheselli, presidente degli Psicologi della Confcommercio aretina. La gestione psicologica di queste variabili diventa così essenziale nel processo di cura della propria reputazione sul web, nel quale entrano in gioco anche altri fattori, come la conoscenza approfondita dei meccanismi di internet, evidenziata dall’ingegnere informatico Daniele Muscarella, e quella delle norme, sottolineata dall’avvocato Giovanni Caristi.

Per proseguire la conoscenza della web reputation e dei suoi meccanismi, Confcommercio organizza dal prossimo mese di ottobre un nuovissimo corso, che in tre lezioni offre importanti strumenti per curare la propria immagine su internet in maniera autonoma, imparando ad esempio a rispondere in maniera adeguata ai commenti negativi, rafforzando quelli positivi e mettendo in pratica piccoli accorgimenti che, anche sul breve termine, aiutano a migliorare la propria presenza sul web. Negli incontri saranno affrontati anche gli aspetti legali e comunicativi della web reputation

Articolo originale su arezzonotizie.it

]]>
Wed, 20 Sep 2017 17:20:41 +0000 http://www.siroconsulting.com/post/482/1/RS-Confcommercio-Cosi-la-reputazione-aziendale-corre-sul-web
RS: Web Reputation, un incontro per capirne di più http://www.siroconsulting.com/post/484/1/RS-Web-Reputation-un-incontro-per-capirne-di-piu http://www.siroconsulting.com/post/484/1/RS-Web-Reputation-un-incontro-per-capirne-di-piu]]> Lunedì 18 settembre alle ore 21 alla Casa dell’Energia (ex Fonderia Bastanzetti in  via Leone Leoni 1 ad Arezzo) appuntamento da non perdere per chi vuole imparare a gestire l’immagine e la reputazione aziendale su siti e social media. Insieme alla presidente del Gruppo Giovani Simona Petrozzi e alla presidente di Confcommercio Toscana Anna Lapini, interverranno Gianluca Pellegrinelli, docente certificato Google e Ebay, che affronterà l'interessante tema dei feedback nei marketplace, e la psicologa Elisa Marcheselli, presidente del Gruppo Psicologi Confcommercio della provincia di Arezzo, che parlerà degli aspetti umani e relazionali legati alla reputazione online. Presente anche l’avvocato Caterina Flick, inserita dall’Osservatorio di Legalcommunity fra le trenta legali donne più influenti d’Italia, che riporterà la sua esperienza professionale in materia.


In tempo di web e social media, la reputazione aziendale e personale corrono sempre di più online. E se non sempre è facile monitorare cosa gli altri dicono di noi, lo è ancora meno gestire gli effetti di commenti negativi o addirittura falsi. Al tema delicatissimo della “web reputation” la Confcommercio di Arezzo dedica un percorso di approfondimento che parte lunedì 18 settembre con un convegno gratuito aperto a tutti, alle ore 21 nella Casa dell’Energia di Arezzo (ex Fonderie Bastanzetti), in via Leone Leoni 1.

La serata, ideata dal Gruppo Giovani Imprenditori della Confcommercio aretina e moderata dalla presidente Simona Petrozzi, si aprirà con i saluti della presidente di Confcommercio Toscana Anna Lapini e vedrà la partecipazione in qualità di esperti di Gianluca Pellegrinelli, docente certificato Google e Ebay, che affronterà l'interessante tema dei feedback nei ‘marketplace’, e della psicologa Elisa Marcheselli, presidente del Gruppo Psicologi Confcommercio della provincia di Arezzo, che parlerà degli aspetti umani e relazionali legati alla reputazione online. Sarà presente anche l’avvocato Caterina Flick, inserita dall’Osservatorio di Legalcommunity fra le trenta legali donne più influenti d’Italia, che riporterà la sua esperienza professionale come consulente nella cura della reputazione di personaggi noti, manager e politici.

“Le aziende vivono ormai una realtà parallela tra mondo reale, dove i clienti si incontrano vis-à-vis, e mondo virtuale, dove è più difficile capire chi parla di noi e, soprattutto, in che termini lo fa”, spiega la presidente dei Giovani Imprenditori toscani di Confcommercio Simona Petrozzi, “le piattaforme social sono ormai la versione aggiornata e ampliata delle vecchie piazze di paese, dove le persone si scambiano opinioni e commenti su ristoranti, strutture ricettive, negozi e servizi di ogni tipo. Come fare, allora, per capire cosa gli altri dicono di noi, e, nel caso, per difendersi da critiche immotivate? È qui che entra in gioco la “web reputation”, che gli esperti riescono non solo a monitorare in maniera scientifica, ma anche a gestire”.

Dopo il convegno, Confcommercio proseguirà la sua riflessione sul tema ad ottobre con un nuovissimo corso, che in tre lezioni offre importanti strumenti per curare la propria immagine su internet in maniera autonoma, imparando ad esempio a rispondere in maniera adeguata ai commenti negativi, rafforzando quelli positivi e mettendo in pratica piccoli accorgimenti che, anche sul breve termine, aiutano a migliorare la propria presenza sul web. Negli incontri saranno affrontati anche gli aspetti legali e comunicativi della web reputation

Artixolo originale su confcommercio.ar.it

]]>
Thu, 14 Sep 2017 17:32:47 +0000 http://www.siroconsulting.com/post/484/1/RS-Web-Reputation-un-incontro-per-capirne-di-piu
RS: Internet e social una impresa su due non gestisce bene la propria web reputation http://www.siroconsulting.com/post/481/1/RS-Internet-e-social-una-impresa-su-due-non-gestisce-bene-la-propria-web-reputation http://www.siroconsulting.com/post/481/1/RS-Internet-e-social-una-impresa-su-due-non-gestisce-bene-la-propria-web-reputation]]> E voi che web reputation avete?
Sapere la risposta a questa domanda è diventato un elemento fondamentale quanto determinante per la vita personale e lavorativa di ciascuno che utilizzi i social network e piattaforme di condivisione online.
La reputazione web di ciascuno di noi diventa sempre più un elemento chiave per lanciarsi in attività o fare ingresso nel mondo del lavoro. Per tanto, ecco che mantenere un buono status anche virtuale rappresenta uno degli obiettivi che imprenditori e liberi professionisti devono necessariamente cercare di raggiungere e mantenere nel tempo.

Ad Arezzo, stando alle parole degli esperti, questo processo di digitalizzazione procede con estrema lentezza. Se da un lato l’avvento di piattaforme come Facebook, Instagram, Tripadvisor ha aperto le porte di ogni attività ed esercizio commerciale ecco che l’ingresso è stato permesso anche a commenti, interazioni, critiche e recensioni non sempre lusinghiere.

E allora come difendersi? Come è possibile per un imprenditore ‘vivere’ serenamente e con profitto su Internet?

“La risposta non è immediata – spiega Simona Petrozzi, presidente dei giovani imprenditori di Confcommercio – c’è bisogno di fare formazione e di comprendere al meglio le potenzialità di ogni mezzo di comunicazione digitale che viene messo a disposizione delle imprese. Ma prima di questo c’è bisogno di formare una cultura specifica e di comprendere che sui social bisogna saperci stare con intelligenza e moderazione. Oggi la reputazione sul web richiede la stessa considerazione di quella fisica. Cosa si dice di noi e della nostra impresa dagli utenti internet è fondamentale per comprendere meglio il nostro lavoro”.

Ma nella realtà questo come si traduce?

Secondo una recente indagine condotta da Confcommercio Toscana e Centro Studi Turistici di Firenze sui ristoranti aderenti a Vetrina Toscana e studiando in particolare la loro presenza su Facebook e Tripadvisor, la situazione si presenta variegata. Benché in media la loro web reputation sia decisamente positiva, soltanto pochi di loro hanno una presenza solida ed efficace sulle varie piattaforme online.

Di seguito i dati elaborati da Ascom e riguardanti il contesto toscano

Tripadvisor e i ristoranti di Vetrina Toscana

Su Tripadvisor, in generale, i locali godono di recensioni molto positive da parte degli utenti. Quelle più entusiaste riguardano gli aspetti legati alla cucina, dalla particolarità dei piatti alla qualità delle materie prime, dalla varietà delle proposte alla presentazione delle portate. Non mancano apprezzamenti per la professionalità del personale, l’atmosfera del locale e gli sforzi per la promozione della cultura territoriale mediante la narrazione dei prodotti. Poche le recensioni negative, solitamente collegate ad un rapporto qualità/prezzo considerato insoddisfacente da alcuni recensori. Pochissimi, però, (solo l’11,3%) i ristoratori che rispondono alle recensioni dei loro clienti, siano esse positive o negative. La maggior parte perde l’occasione di interagire.

Facebook e i ristoranti di Vetrina Toscana

363 le pagine aziendali analizzate su Facebook, che contano un totale di 575.682 “Like” degli utenti: un numero altissimo se valutato in termini di circuito, ma con performance assai diverse tra le singole pagine. Ad esclusione di pochi casi in cui si registra un aggiornamento costante dei contenuti, infatti, dall’indagine emerge che la presenza sui social delle aziende ristorative non è stata una scelta consapevole dell’impegno e della considerazione che merita. Solo un’impresa su due (52%) di quelle dotate di una pagina Facebook, per esempio, ha compilato la sezione “Informazioni generali” in maniera corretta, fornendo descrizioni appropriate ed utili agli utenti.  Le risposte o i post di dialogo con gli utenti/clienti sono presenti solo nel 20% delle pagine analizzate, delle quali moltissime contengono foto di piatti ma nessuna di titolari, cuochi o dipendenti.

Ad Arezzo su iniziativa del Gruppo Giovani Imprenditori della Confcommercio lunedì 18 settembre alle ore 21 alla Casa dell’Energia (ex Fonderia Bastanzetti in  via Leone Leoni 1) appuntamento per chi vuole imparare a gestire l’immagine e la reputazione aziendale su siti e social media. Insieme alla presidente del Gruppo Giovani Simona Petrozzi e alla presidente di Confcommercio Toscana Anna Lapini, interverranno Gianluca Pellegrinelli, docente certificato Google e Ebay, che affronterà l’interessante tema dei feedback nei marketplace, e la psicologa Elisa Marcheselli, presidente del Gruppo Psicologi Confcommercio della provincia di Arezzo, che parlerà degli aspetti umani e relazionali legati alla reputazione online. Presente anche l’avvocato Caterina Flick, inserita dall’Osservatorio di Legalcommunity fra le trenta legali donne più influenti d’Italia, che riporterà la sua esperienza professionale in materia.

Articolo originale su arezzonotizie.it

]]>
Thu, 14 Sep 2017 17:08:35 +0000 http://www.siroconsulting.com/post/481/1/RS-Internet-e-social-una-impresa-su-due-non-gestisce-bene-la-propria-web-reputation
Fake news e reputazione sul web http://www.siroconsulting.com/post/478/1/Fake-news-e-reputazione-sul-web http://www.siroconsulting.com/post/478/1/Fake-news-e-reputazione-sul-web]]> Agenpress – L’iniziativa si terrà a Roma mercoledì 5 aprile a partire dalle ore 10,00 presso il Senato della Repubblica nella Sala “Santa Maria in Aquiro” in Piazza Capranica, 72 e vedrà un panel di relatori esperti confrontarsi sul tema.

L’appuntamento nello specifico ha l’obiettivo di approfondire le tematiche legate alla Web reputation, alle strategie più idonee a valorizzarla e proteggerla e alla corretta informazione sul web e segue di pochi giorni l’International Fact-Checking Day, la giornata internazionale contro le bufale che si è tenuta il 2 aprile.

Nell’ottica del “fare rete”, si confronteranno sull’argomento l’on Senatore Adele Gambaro, Vice Presidente Assemblea Consiglio d’Europa, Segretario della 14ma Commissione politiche dell’Unione Europea, firmataria DD, che approfondirà le tematiche legate alla manipolazione dell’informazione online, trasparenza sul web ed alfabetizzazione mediatica; l’avv. Caterina Flick dello Studio Nunziante Magrone, Docente di diritto dell’informatica e privacy presso UTIU, Coordinatrice Commissione Web e Media della Fédération Internationale des Femmes des Carrières Juridiques, che offrirà una panoramica integrata sulla tutela dei diritti sul web e le interrelazioni tra informazione, immagine ed oblio nel rapporto fra interesse pubblico e diiritto della persona.

Il panel dei relatori sarà arricchito poi dai contributi di Simona Petrozzi, Web Reputation Specialist di Siro Consulting, Delegata Nazionale alla Legalità d’Impresa Giovani Imprenditori Confcommercio, che interverrà su monitoraggio, prevenzione  e difesa della reputazione online e sulla gestione della crisi reputazionale e del Prof Gianfranco Polillo (Economista già Sottosegretario all’Economia) che approfondirà i rapporti tra analogico e il digitale, il trionfo di quest’ultimo e di come l’economia possa fare tilt. Il tutto moderato da Paolo Castiglia, docente di Giornalismo – “Scienze delle Comunicazioni” Università Roma3.

L’importanza del tema è confermata dai numeri: per quel che riguarda l’Italia, dai dati Audiweb emerge che giornalmente navigano più di 28 milioni di italiani – giovani e non giovani, uomini e donne – con un tempo trascorso online mediamente pari a 2 ore al giorno. Questo suggerisce che il potere e l’influenza delle voci individuali e collettive dei consumatori sul web sia destinata a continuare a crescere.

Convegno
​"Senato della Repubblica"
​Sala "Santa Maria in Aquiro" - Piazza Capranica, 72
Mercoledì, 5 Aprile 2017
​h.10.00

agenpress.it

]]>
Tue, 4 Apr 2017 17:44:18 +0000 http://www.siroconsulting.com/post/478/1/Fake-news-e-reputazione-sul-web
Apco - Delegazione Lazio http://www.siroconsulting.com/post/477/1/Apco-Delegazione-Lazio http://www.siroconsulting.com/post/477/1/Apco-Delegazione-Lazio]]> Web Reputation : la valorizzazione e la gestione della reputazione degli imprenditori, aziende e professionisti

Presiede: Maurizio Santarelli, coordinatore delegazione Lazio
 
L’incontro è focalizzato sulla descrizione degli elementi necessari per gestire la propria “Web Reputation”, per l’azienda, per l’imprenditore ed il consulente. Le informazioni personali ed aziendali presenti sul web hanno un impatto sulle performance dell’azienda, sul prestigio dell’imprenditore, sulla reputazione del consulente. E’ necessario essere consapevoli di quanto circoli sul web, anche per governare la difesa della propria “Web Reputation”, del proprio Brand, della propria Reputazione. L’argomento verrà trattato sia sotto il profilo degli strumenti che quello legale.
 
relatori: Simona Petrozzi Caterina Flick Maria Rita Accatino

]]>
Fri, 13 Jan 2017 16:57:22 +0000 http://www.siroconsulting.com/post/477/1/Apco-Delegazione-Lazio
NutriMenti Manageriali http://www.siroconsulting.com/post/476/1/NutriMenti-Manageriali http://www.siroconsulting.com/post/476/1/NutriMenti-Manageriali]]> La nostra reputazione personale e manageriale si gioca sul web. Impariamo a costruirla, mantenerla e difenderla. Mercoledì 30 novembre Casalunga Golf Club

Michèle Favorite è docente di Comunicazione aziendale e Relazioni pubbliche presso la John Cabot University a Roma; Caterina Flick è avvocato Of Counsel dello studio legale Nunziante Magrone; Gabriele Ghini è Managing Director di Transearch (società di Executive Search) e Professore alla Cattolica nel Master internazionale di Corporate Communication; Simona Petrozzi è titolare della Siro Consulting, società specializzata nella ricerca di informazioni sul Web e nella difesa della web reputation.
 
Durante la pillola parleremo di:

  • Web reputation nel mondo: l’avanguardia degli Stati Uniti e dell’Europa e le opportunità di miglioramento per l’Italia;
  • Tecniche utilizzate nella ricerca del personale per valutare un candidato dal punto di vista reputazionale: come vengono analizzati e scrutinati i trascorsi dei candidati prima dell’incontro con il consulente e con l’azienda?
  • Costruire una reputazione personale e in azienda
  • Come monitorare la propria reputazione online?
  • La gestione delle crisi di reputazione e la difesa della web reputation: strumenti di tutela legale

Vi aspettiamo al Casalunga Golf Club di Castenaso Via Cà Bel Fiore, 8 - 40055 Castenaso
 
Scarica la locandina dell'evento

]]>
Wed, 30 Nov 2016 19:30:53 +0000 http://www.siroconsulting.com/post/476/1/NutriMenti-Manageriali
Web Reputation - Workshop e aperitivo - 3 novembre 2016 http://www.siroconsulting.com/post/475/1/Web-Reputation-Workshop-e-aperitivo-3-novembre-2016 http://www.siroconsulting.com/post/475/1/Web-Reputation-Workshop-e-aperitivo-3-novembre-2016]]> FederServizi – Confcommercio Roma 
In collaborazione con Siro Consulting
organizza

WORKSHOP E APERITIVO

Ti sei mai chiesto cosa dice il web di te e della tua attività?
La gestione della reputazione per aziende ed imprenditori su internet

presso l’HOTEL DIANA (Via Principe Amedeo, 4 - ROMA)
3 NOVEMBRE 2016 - ore 19.00

Il workshop organizzato da FederServizi - Confcommercio Roma, in collaborazione con Siro Consulting si terrà il  3 novembre 2016, alle ore 19.00, presso l’HOTEL DIANA (Via Principe Amedeo, 4 - ROMA).

Il workshop, aperto a tutti gli imprenditori e ai loro collaboratori, ha lo scopo di offrire ai partecipanti gli strumenti base per poter valutare la "Web Reputation" aziendale e personale, oltre al posizionamento on-line del "personal brand", attraverso le informazioni disponibili sul web (a cura della Dr.ssa Simona Petrozzi).

Saranno inoltre descritti gli strumenti legali per proteggere la reputazione dei manager e delle aziende (a cura dell'Avv. Caterina Flick) e valutati gli aspetti economici della cura e sviluppo della Web Reputation: costo o investimento? (a cura della Dr.ssa Tiziana Tomei).

 Obiettivi specifici:

1.    far comprendere l'importanza della referenzialità intesa come verifica globale di un soggetto al fine di delinearne un profilo reale non solo in ambito economico-commerciale, ma anche reputazionale, al fine di ottenere una valutazione completa, oggettiva, e poter così compiere scelte consapevoli;

2.    far comprendere l'importanza della propria "Web Reputation". quali e quante informazioni su se stessi sono reperibili sul web, fornire gli strumenti per la gestione e la difesa del proprio "personal brand" e della propria reputazione, con un'attenzione continua al "Sentiment Analysis".

3.    fornire elementi di valutazione economica per affrontare la decisione di un investimento nella tutela e sviluppo della propria web reputation.

L’incontro sarà caratterizzato dall’interazione con la platea, che potrà fare domande, presentare casi aziendali o criticità, per ricevere indicazioni personalizzate e poter contribuire al dibattito. 

A seguire, un aperitivo conviviale per favorire la relazione fra gli imprenditori. 

È richiesta una quota di 15 € a partecipante, da corrispondere in loco, che include workshop e aperitivo.  

 I relatori:

-           La Dr.ssa Simona Petrozzi è titolare della Siro Consulting, società specializzata in personal and corporate brand web reputation;

-           L'Avv. Caterina Flick - Nunziante Magrone studio legale associato - è Avvocato penalista d'impresa, specializzata in diritto dell'informatica, privacy, diritto all'oblio e web reputation;

-           La Dr.ssa  Tiziana Tomei è Consulente Aziendale e Revisore Legale dei Conti.

Prenota online la tua partecipazione

]]>
Sat, 22 Oct 2016 12:07:11 +0000 http://www.siroconsulting.com/post/475/1/Web-Reputation-Workshop-e-aperitivo-3-novembre-2016
Nuovo Regolamento europeo sulla Privacy http://www.siroconsulting.com/post/474/1/Nuovo-Regolamento-europeo-sulla-Privacy http://www.siroconsulting.com/post/474/1/Nuovo-Regolamento-europeo-sulla-Privacy]]> Si è tenuto il 19 luglio l’incontro “Il Nuovo Regolamento europeo sulla Privacy” organizzato dall’Osservatorio Imprese e Consumatori (OIC).
La tavola rotonda ha permesso di approfondire, grazie alla partecipazione di diversi esperti, le novità introdotte dal regolamento europeo sulla privacy 2016/679, dai meccanismi di certificazione ai codici di condotta. Tra le altre tematiche trattate, il diritto all’oblio, la web reputation e il crowdfunding.
Come sottolineato sia dal Presidente dell’Osservatorio, Antonio Persici, sia dal Vicepresidente OIC e Presidente Codacons, Gianluca Di Ascenzo, a questo incontro farà seguito un evento di rilevanza maggiore, nel corso del quale sarà possibile approfondire ulteriormente una tematica rilevante come la normativa sulla privacy.

Guarda l’intervista a Gianluca Di Ascenzo, Vicepresidente OIC e Presidente Codacons

Guarda l’intervista a Riccardo Giannetti, Presidente Fs FeA, sulle novità introdotte dal nuovo regolamento europeo sulla privacy

Guarda l’intervista a Simona Petrozzi, Presidente giovani imprenditori Confcommercio Toscana, esperta in web reputation

Guarda l’intervista all’avvocato Caterina Flick sul diritto all’oblio

Download PDF

oipamagazine.it

]]>
Tue, 26 Jul 2016 17:57:12 +0000 http://www.siroconsulting.com/post/474/1/Nuovo-Regolamento-europeo-sulla-Privacy
Resilienza e gli urti del Web! http://www.siroconsulting.com/post/473/1/Resilienza-e-gli-urti-del-Web http://www.siroconsulting.com/post/473/1/Resilienza-e-gli-urti-del-Web]]> In fisica la RESILIENZA è  la capacità di un materiale di resistere ad un urto riacquistando la sua forma originaria.

 In ingegneria, la resilienza è la capacità di un materiale di resistere ad urti improvvisi senza spezzarsi.

In informatica è la capacità di un sistema di adattarsi alle condizioni di utilizzo e resistere all’usura garantendo la disponibilità dei servizi erogati.

In Psicologia è l’abilità di adattarsi alle avversità, resistere agli eventi difficili uscendone addirittura rafforzati e scoprendo in sé nuove risorse.

Aroon Antonovsky, sociologo statunitense, ha lavorato negli anni ’70 – ’80 sul rapporto tra stress, salute e benessere. I suoi studi dimostrano che alcune persone sono più resilienti di altre, hanno una capacità maggiore di affrontare situazioni difficili.

 Nel mondo del web questa caratteristica la possiamo riferire alla capacità delle aziende di difendersi da eventi avversi che possono colpire il proprio business. Pertanto, definiremo resiliente, un’ azienda o un professionista che sono capaci di rispondere in tempi relativamente brevi e positivamente alle situazioni critiche improvvise al fine di salvaguardare le attività produttive, la propria immagine, la penetrazione sul mercato limitando di fatto i rischi gestionali e amministrativi (business continuity).
Quando parliamo di Web Reputation di un azienda o di un professionista, possiamo riferire “il momento di crisi” alla macro area che riguarda tutto ciò che può ledere il marchio o l’immagine di chi lo rappresenta. Il web è quel posto in cui i brand boicottati dal “popolo del web” sono subito considerati falliti. Se un’azienda commette una gaffe pesante o si trova al centro di uno scandalo, partono immediatamente azioni di boicottaggio contro la marca e i suoi prodotti. Quanto siano dannosi questi boicottaggi è una cosa su cui è bene riflettere. Facendo alcuni esempi concreti: si è parlato di boicotaggio sul marchio Moncler dopo la messa in onda della trasmissione Report, che pare segnalasse il fatto che le piume utilizzate per i capi di abbigliamento fossero ricavate dallo spiumaggio di oche vive; il marchio di moda di  Patrizia Pepe è stato messo al centro dell’attenzione per  la campagna con la modella considerata troppo magra al punto di sembrare anoressica; Nestlé vietò agli utenti di utilizzare il proprio logo come immagine del proprio personal profile, proprio per non incorrere in cattivo utilizzo del marchio.

Tutti questi casi hanno in comune una sola cosa: hanno vissuto momenti intensi di crisi che si sono tradotti in un’ondata di feedback negativi sul web. Il  momento di crisi, che porta stress e rimette in discussione momenti di vita importanti e traguardi lavorativi può essere fronteggiato solo e soltanto con l’adattamento della mentalità alle mutate condizioni.
Bisogna capire che non basta perseverare in un’ unica direzione per ottenere risultati ma occorre perseverare nella ricerca di soluzioni e di approccio risolutivi nel momento che si palesa una minaccia
 

Le difficoltà operative sono quotidiane, ma è proprio in questi momenti che bisogna essere resilienti nel portare avanti le proprie idee, i propri progetti per il raggiungimento degli obbiettivi prefissati.

A questo punto, ci si potrebbe chiedere: in che modo è possibile sviluppare un atteggiamento resiliente?
Ognuno di Noi può sviluppare la  propria resilienza. La resilienza non è una capacità innata ma si acquisisce nel tempo con le esperienze della vita.

Seguire alcune regole è fondamentale, e ve ne presento alcune, in via generale da applicare come stile di vita:

 

  1. Prefiggersi  obbiettivi reali e realizzabili, credendo in ciò che si fa e facendolo con piacere.
  2. Assumere una visione positiva, stimolando la produttività ,imparando ad agire a livello pragmatico  diminuendo le ansie da obbiettivo.
  3. Essere flessibili accettando il cambiamento e vederlo come un’ opportunità positiva sviluppando così la capacità di adattamento e problem solving.
  4. Creare rapporti e relazioni (sociali e on line)  che stimolino il confronto e arricchiscono la propria vita.
  5. Utilizzare strumenti che favoriscono la gestione del lavoro migliorando la flessibilità sia mentale che operativa.

Ritengo, infine, occorra essere resilienti nel mondo web più di qualsiasi altro contesto, in quanto è in costante evoluzione, pertanto, la sopravvivenza nel mercato globale dipende solo da Noi, dalla capacità di adattabilità alla disponibilità al cambiamento; dalla capacità progettuale; all’autoefficacia (self-efficacy) e dalla capacità  qualora si palesi,”di toccare il fondo e risalire a galla” in tempi brevi.

Grazie Dott.ssa Elisa Marcheselli.

]]>
Wed, 6 Jul 2016 17:43:11 +0000 http://www.siroconsulting.com/post/473/1/Resilienza-e-gli-urti-del-Web
Web reputation e associazioni mentali http://www.siroconsulting.com/post/472/1/Web-reputation-e-associazioni-mentali http://www.siroconsulting.com/post/472/1/Web-reputation-e-associazioni-mentali]]> Oggi ti parlerò di come le associazioni mentali siano alle base della comunicazione del mondo del web. Conoscere questa tecnica non ti permetterà solo di utilizzarla quando necessario, ma anche e soprattutto di saperla riconoscere e difendersi efficacemente da essa. Il problema sorge quando si scopre che questo processo può essere indotto con estrema facilità e nel giro di pochi secondi, senza l’utilizzo di alcuna tecnica psicologica articolata. La mente è talmente abituata a fare associazioni che ormai non ci pensa nemmeno più, è disposta a dar per buone quelle che gli vengono proposte. Questo processo si chiama economia cognitiva, la mente cerca di raccogliere energie e fare meno sforzi possibili semplicemente associando gli stimoli che vengono dall’esterno con le conoscenze che abbiamo all’interno, semplificando al massimo qualsiasi cosa.

 Facciamo un esempio di associazione illogica che possiamo attuare scorrendo un profilo on line di qualche nota azienda: “la nostra azienda è la più esperta nel settore..  (quindi siamo una compagnia aggiornata e sicura)”. Viene utilizzata molto spesso, ma non c’è motivo per il quale una marca debba essere migliore solo perché dice di essere più esperta. Non ci dice in maniera diretta quali sono i requisiti che rendono l’azienda  migliore, però ci dice che è esperta, e induce nel nostro inconscio l’associazione positiva.

Basterebbe un attimo di riflessione, per comprendere che questa associazione non ha un nesso di causa ed effetto, ma le ragioni del nostro inconscio molto spesso vincono sulle ragioni della mente razionali, proprio perché il magico mondo delle emozioni vince su tutto.

Immaginiamo ora di applicare questa tecnica al web, in particolar modo ai social dove possiamo commentare foto e scambiare pareri su ogni tipo di materiale postato. Ad esempio immaginiamo il commento su un profilo Facebook: “che capelli strani che ha quell’uomo, dev’essere proprio stupido!”

https://englishontheinternet.files.wordpress.com/2016/01/nacc88yttocc88kuva-2016-01-27-kello-20-24-40.png?w=736

In questo caso l’associazione è fatta fra lo stile dei capelli e l’intelligenza della persona.  In questo caso il commento espresso scredita la persona che espone una tesi in qualsiasi modo, da questa deriva l’associazione che le tesi espresse da quella persona non hanno senso perché dette da lui. Il che può essere  vero in parte (non mi faccio dare consigli di moda da uno che va al supermercato con quei capelli),ma non è detto che non abbia una grande conoscenza su qualche settore del sapere..

Quindi come ci si può difendere da questo meccanismo di associazione mentale?

Se si pensa con attenzione a quello che la gente dice – commenta – sottoscrive è abbastanza semplice riconoscere un’associazione, proprio perché ha dei caratteri che non possono essere confusi con nient’altro. A questo punto devi capire se l’associazione che hai fatto ha senso oppure no, se è opportuno credere in quell’associazione e riconoscere se è un pregiudizio e se sia necessario raccogliere maggiori informazioni prima di emanare sentenze.

Paradossalmente è questo il punto più difficile: talvolta l’associazione è orchestrata così bene che, seppur riconoscibile, sembra naturale. Si può ovviare a questo problema isolando completamente la prima idea che fa partire l’associazione, ed elencare brevemente a mente cosa comporta e quali sono le associazioni più probabili.

Ad esempio, riprendendo l’esempio dei capelli stravaganti: possono denotare una scarsa cura o poco gusto, non scarsa intelligenza. Questo da solo basterà per metterti al riparo da molte manipolazioni mentali che nel web possono avvenire più di quanto possiamo immaginare.!

Riflettete sul fatto che per aziende e anche singoli utenti, si parla molto di Web Reputation, definita come l’insieme di commenti e opinioni espressi sul web su di noi. Le aziende sono da sempre interessate alla percezione che il pubblico ha del loro brand, tanto da commissionare numerosi e frequenti studi statistici sui consumatori per stabilire l’idea generale che il pubblico associa al loro marchio. I singoli sono invece interessati alla privacy e alla tutela del proprio buon nome.

La diffusione dei social network, e di tool ad essi collegati, se da un lato aumenta la possibilità per il consumatore di esprimere giudizi che hanno molta visibilità su di un prodotto o servizio, (si pensi alle recensioni su TripAdvisor, piattaforma interamente basata sulla qualità percepita dal cliente) dall’altro permette di manipolare il giudizio virtuale  dell’altro, e agire in modo oculato per creare e mantenere una reputazione solida e positiva.

Quindi ognuno di noi deve avere la responsabilità  e il rispetto nel commentare i fatti altrui. Naturalmente esprimendo il proprio punto di vista ma meglio se esposto meglio s con classe ed educazione. In quanto l’idea fatta su quel dato evento o prodotto o persona non è altro che il frutto di associazioni che possono essere positive o negative.

Grazie.

                                                                                 

Dott.ssa Elisa Marcheselli

Psicologa

Psicoterapeuta breve strategica

Psicodiagnosta Rorshach

Problem solver delle organizzazioni aziendali

Web: www.elisamarcheselli.it

Email: info@elisamarcheselli.it

Tel: +39 3886522077

]]>
Wed, 29 Jun 2016 17:09:53 +0000 http://www.siroconsulting.com/post/472/1/Web-reputation-e-associazioni-mentali
Rassegna stampa - ilsole24ore - Studio Nunziante Magrone: incontro W4W http://www.siroconsulting.com/post/471/1/Rassegna-stampa-ilsole24ore-Studio-Nunziante-Magrone-incontro-W4W http://www.siroconsulting.com/post/471/1/Rassegna-stampa-ilsole24ore-Studio-Nunziante-Magrone-incontro-W4W]]> Clio Make Up, Snai, John Cabot University sono alcune delle testimonianze che parteciperanno al dibattito.

Lo Studio Legale Nunziante Magrone promuove il nuovo incontro sul tema "Cosa si dice di te sul web? Corporate e personal reputation", che si terrà a Roma il prossimo martedì 21 giugno a partire dalle ore 8,30, presso la sede in Piazza di Pietra 26.

L'iniziativa è organizzata nell'ambito del progetto "Women for Women" (W4W), la prima practice trasversale legale al femminile che vede coinvolte 22 professioniste dello Studio e ha lo scopo di proporre un'assistenza legale, giudiziale e stragiudiziale, avvalendosi anche di una rete di professioniste specializzate in settori complementari, pensata su misura per le donne nelle diverse aree del diritto che possono presentare specificità di genere.

Secondo i risultati del Gender Forward Pioneer (GFP) index, pubblicato nel marzo 2016 da Weber Shandwick all'esito di uno studio condotto con KRC Research, le società che sono riconosciute come quelle con il miglior status reputazionale nei diversi settori hanno una maggiore percentuale di donne ai vertici, anche se ben sotto la parità di genere.

L'appuntamento nello specifico ha l'obiettivo di approfondire le tematiche legate alla Web reputation e alle strategie più idonee a valorizzarla e proteggerla.

Gli investimenti finalizzati al monitoraggio e al potenziamento della web reputation e la capacità di gestire le "crisi reputazionali" permettono infatti alle aziende di promuovere il marchio, di interagire più efficacemente con i consumatori e di risultare più convincenti per i potenziali clienti; a manager, politici e professionisti di avere un "biglietto da visita" che li rappresenta nel modo giusto.

L'importanza del tema è confermata dai numeri: per quel che riguarda l'Italia, dai dati Audiweb emerge che giornalmente navigano più di 28 milioni di italiani - giovani e non giovani, uomini e donne – con un tempo trascorso online mediamente pari a 2 ore al giorno. Questo suggerisce che il potere e l'influenza delle voci individuali e collettive dei consumatori sul web sia destinata a continuare a crescere. Non stupisce quindi che il rischio reputazionale sia posto dalle aziende come una delle principali preoccupazioni, maggiore anche di quella per i rischi finanziari ed economici tradizionalmente prevalenti.

Nell'ottica del "fare rete", si confronteranno sull'argomento Michèle Favorite (Lecturer of B.C. & P.R. John Cabot University) che presenterà alcuni esempi di successo dagli USA in termini di gestione del "Personal & Company Branding", Elena Dominique Midolo (CEO ClioMakeUp) che discuterà di come generare fiducia e costruire credibilità on line, Isabella Cattan (Head of Media & Market Research, Gruppo Snai) che parlerà di Brand reputation online e del perché la "non gestione" non è mai la soluzione.

Il panel dei relatori sarà arricchito poi dagli interventi di Gabriele Ghini (Managing Director Transearch Italy) con le istruzioni per l'uso "intelligente" di Internet da parte dei Manager e delle Aziende, di Simona Petrozzi (CEO Siroconsulting, Presidente Confcommercio GGI Toscana) che farà il punto su reputazione individuale e aziendale, promozione e gestione della crisi e l'avvocato Caterina Flick dello Studio Nunziante Magrone, esperta di Privacy e web reputation, e coordinatrice del Progetto Women for Women il cui intervento verterà su come e quando l'avvocato possa essere di aiuto.

diritto24.ilsole24ore.com

]]>
Mon, 27 Jun 2016 17:27:27 +0000 http://www.siroconsulting.com/post/471/1/Rassegna-stampa-ilsole24ore-Studio-Nunziante-Magrone-incontro-W4W
Il Cyberbullismo http://www.siroconsulting.com/post/469/1/Il-Cyberbullismo http://www.siroconsulting.com/post/469/1/Il-Cyberbullismo]]> E’ un problema più grave di quello che si possa pensare, invade le menti, schiaccia la persona, diventa una sorta di quotidiana tortura silente che mina l’autostima, favorisce vissuti depressivi, l’autolesionismo e aumenta notevolmente la probabilità di tentare il suicidio. 
Tra le vittime di cyberbullismo, infatti, circa la metà ha pensato di togliersi la vita, e una pari percentuale pratica autolesionismo: si fa cioè intenzionalmente del male, si taglia con lamette o altri oggetti appuntiti, si brucia, ha dato pugni al muro, ecc. L’11% di loro, poi, dichiara di aver addirittura tentato di uccidersi. Le vittime di bullismo on line sono quindi particolarmente esposte a uno stress dalle conseguenze potenzialmente tragiche. Basti pensare che ben il 77% di essi si dichiara depresso e triste. Ad aggravare la situazione, si aggiunge il dato per cui circa il 62% delle vittime di cyberbullismo confessa di essere preso di mira anche nella vita reale.  
Gli americani definiscono il bullismo come “un’epidemia silenziosa”, che Internet ha reso ancora più nascosta. Secondo l’ultimo rapporto dell’Istat sul bullismo (Il bullismo in Italia: comportamenti offensivi e violenti tra i giovanissimi), pubblicato a dicembre, tra i ragazzi che usano cellulare e Internet, il 5,9 per cento ha denunciato di avere subìto ripetutamente azioni vessatorie tramite sms, mail, chat o social network. Vittime, più di tutti, sono le ragazze: il 7,1% contro il 4,6 dei ragazzi. Si parla di statistiche che riguardano soprattutto adolescenti di età tra i 14 e i 17 anni. Più di nove adolescenti su dieci usano un telefono cellulare, la metà usa un personal computer, sette su dieci usano Internet. Due ragazzi su tre, poi, ritengono che il cyberbullismo sia un fenomeno in crescita. Dati che non tengono conto di chi non denuncia. 
Alla luce di questi fatti diventa fondamentale intervenire su questo pericoloso fenomeno in crescita che chiama in causa l’identità digitale e le sue ripercussioni pericolose sulla vita reale del soggetto. L’azione di cyberbullismo và a  ledere la reputazione on line del soggetto, creando vergogna senso di frustrazione e senso di impotenza in chi subisce tale comportamento vessatorio.  
Prendendo spunto dalle Linee Guida del Telefono Azzurro segnalo in particolare, tre aspetti da monitorare :

  1. contatti: insegnando ai ragazzi come instaurare relazioni online in modo sicuro e attento e spiegando che cosa ci si aspetta da loro relativamente alla comunicazione online. Aiutare quindi i ragazzi a riconoscere e a proteggere sé stessi da bulli online, hacker, truffatori e predatori.
  2. contenuti: spiegare in modo chiaro quali sono i contenuti accettabili. Sono sicuri, responsabili e morali? Questo vale sia per i contenuti caricati che per quelli visualizzati. Spiegare ai ragazzi che Internet è per sempre: tutto ciò che viene pubblicato online viene registrato e archiviato. 
  3. comportamenti appropriati: mostrare ai ragazzi il comportamento corretto da adottare online. Aiutarli a comprendere che le cose scritte online determinano la loro reputazione. Poiché il Web mantiene l'anonimato, alcuni ragazzi diventano disinibiti. Per questo devono essere aiutati a comportarsi da brave persone sia online che offline. 

Grazie  
Dott.ssa Elisa Marcheselli  

]]>
Sun, 26 Jun 2016 21:31:01 +0000 http://www.siroconsulting.com/post/469/1/Il-Cyberbullismo
Women for Women http://www.siroconsulting.com/post/468/1/Women-for-Women http://www.siroconsulting.com/post/468/1/Women-for-Women]]> La reputazione si “crea” sul web, ma pochi italiani e poche aziende sono veramente social e capaci di adottare strategie adatte.
Eppure la reputazione è cruciale per le aziende e per il ruolo che manager, politici, professionisti ricoprono nella società.
Gli investimenti finalizzati al monitoraggio e al potenziamento della web reputation e la capacità di gestire le “crisi reputazionali” permettono alle aziende di promuovere il marchio, di interagire più efficacemente con i consumatori e di risultare più convincenti per i potenziali clienti; a manager, politici e professionisti di avere un “biglietto da visita” che li rappresenta nel modo giusto.

Martedì, 21 giugno 2016
(dalle ore 8.30 alle ore 11,30)
ROMA - Piazza di Pietra, 26

Scarica il programma dell'evento.

]]>
Mon, 20 Jun 2016 20:59:55 +0000 http://www.siroconsulting.com/post/468/1/Women-for-Women
Studio Nunziante Magrone: incontro W4W http://www.siroconsulting.com/post/470/1/Studio-Nunziante-Magrone-incontro-W4W http://www.siroconsulting.com/post/470/1/Studio-Nunziante-Magrone-incontro-W4W]]> Lo Studio Legale Nunziante Magrone promuove il nuovo incontro sul tema “Cosa si dice di te sul web? Corporate e personal reputation”, che si terrà a Roma il prossimo martedì 21 giugno a partire dalle ore 8,30, presso la sede in Piazza di Pietra 26.

L’iniziativa è organizzata nell’ambito del progetto “Women for Women” (W4W), la prima practice trasversale legale al femminile che vede coinvolte 22 professioniste dello Studio e ha lo scopo di proporre un’assistenza legale, giudiziale e stragiudiziale, avvalendosi anche di una rete di professioniste specializzate in settori complementari, pensata su misura per le donne nelle diverse aree del diritto che possono presentare specificità di genere.

Secondo i risultati del Gender Forward Pioneer (GFP) index, pubblicato nel marzo 2016 da Weber Shandwick all’esito di uno studio condotto con KRC Research, le società che sono riconosciute come quelle con il miglior status reputazionale nei diversi settori hanno una maggiore percentuale di donne ai vertici, anche se ben sotto la parità di genere.

L’appuntamento nello specifico ha l’obiettivo di approfondire le tematiche legate alla Web reputation e alle strategie più idonee a valorizzarla e proteggerla.

Gli investimenti finalizzati al monitoraggio e al potenziamento della web reputation e la capacità di gestire le “crisi reputazionali” permettono infatti alle aziende di promuovere il marchio, di interagire più efficacemente con i consumatori e di risultare più convincenti per i potenziali clienti; a manager, politici e professionisti di avere un “biglietto da visita” che li rappresenta nel modo giusto.

L’importanza del tema è confermata dai numeri: per quel che riguarda l’Italia, dai dati Audiweb emerge che giornalmente navigano più di 28 milioni di italiani - giovani e non giovani, uomini e donne – con un tempo trascorso online mediamente pari a 2 ore al giorno. Questo suggerisce che il potere e l’influenza delle voci individuali e collettive dei consumatori sul web sia destinata a continuare a crescere.  Non stupisce quindi che il rischio reputazionale sia posto dalle aziende come una delle principali preoccupazioni, maggiore anche di quella per i rischi finanziari ed economici tradizionalmente prevalenti.

Nell’ottica del “fare rete”, si confronteranno sull’argomento Michèle Favorite (Lecturer of B.C. & P.R. John Cabot University) che presenterà alcuni esempi di successo dagli USA in termini di gestione del “Personal & Company Branding”, Elena Dominique Midolo (CEO ClioMakeUp) che discuterà di come generare fiducia e costruire credibilità on line, Isabella Cattan (Head of Media & Market Research, Gruppo Snai) che parlerà di Brand reputation online e del perché la “non gestione” non è mai la soluzione.

Il panel dei relatori sarà arricchito poi dagli interventi di Gabriele Ghini (Managing Director Transearch Italy) con le istruzioni per l'uso “intelligente” di Internet da parte dei Manager e delle Aziende, di Simona Petrozzi (CEO Siroconsulting, Presidente Confcommercio GGI Toscana) che farà il punto su  reputazione individuale e aziendale, promozione e gestione della crisi e  l’avvocato Caterina Flick dello Studio Nunziante Magrone, esperta di Privacy e web reputation,  e coordinatrice del Progetto Women for Women il cui intervento verterà su come e quando l’avvocato possa essere di aiuto.

 “La reputazione oggi viaggia sul web -  dichiara l’avv. Caterina Flick – e la sua tutela e il suo rapporto con il diritto all’informazione è oggetto di grandi dibattiti. Non è detto che sia sempre facile mostrare al pubblico la nostra faccia migliore, né che sia sempre possibile far dimenticare eventuali errori e aspetti negativi. Ogni caso è a sé e in generale, in questo contesto, è richiesto l’utilizzo di strumenti diversi dal passato. Le azioni per diffamazione, la rettifica, l’esercizio del diritto all’oblio, devono essere portate avanti con modalità nuove, spesso al di fuori delle aule di giustizia con il supporto di strumenti informatici prima sconosciuti. La reputazione va costruita, ancor prima che difesa, utilizzando in modo intelligente gli strumenti della comunicazione digitale e creando una web identity forte. Sul presupposto, evidentemente, di porsi in modo trasparente rispetto alla collettività.”

Con sedi in Italia a Roma, Milano, Bologna e all’estero a Istanbul* e Tirana*, Nunziante Magrone si avvale di oltre 50 professionisti con spiccata vocazione internazionale, orientandosi in particolar modo verso l’area del Mediterraneo.

Nunziante Magrone, dal 2008, fa parte di un’alleanza internazionale che riunisce a livello europeo cinque importanti studi legali indipendenti: GSK Stockmann & Kollegen (Germania), Nabarro LLP (Gran Bretagna), Lefèvre Pelletier & associés (Francia) e Roca Junyent (Spagna) che formano una rete di 1.000 professionisti, distribuiti in 27 città in Asia, Europa, Medio Oriente e Nord Africa.

Lo Studio annovera tra i propri clienti, privati ed istituzionali, alcuni dei nomi più noti dei settori Energy, Real Estate e Infrastrutture, Illuminotecnica, Farmaceutica, Logistica e Trasporti, Agro-alimentare, Poste e Telecomunicazioni, Istituti Finanziari, IT e Beni Culturali.

* in association with B+B e ShukeLaw

 

Contact:           Barabino&Partners

Massimiliano Parboni

Agnese Cocucci

Email:a.cocucci@barabino.it

Tel.: 06/679.29.29

 

Roma, 17 giugno 2016

]]>
Fri, 17 Jun 2016 17:20:34 +0000 http://www.siroconsulting.com/post/470/1/Studio-Nunziante-Magrone-incontro-W4W
La prima impressione nell’era digitale http://www.siroconsulting.com/post/467/1/La-prima-impressione-nell-era-digitale http://www.siroconsulting.com/post/467/1/La-prima-impressione-nell-era-digitale]]> Oscar Wilde diceva:”solo le  persone superficiali non giudicano dal resto”.

Sicuramente avrai sentito dire che è importante fare una buona prima impressione o magari sei stato tu a dirlo ad un amico. Infatti, per le persone la prima impressione è molto importante perché sappiamo che a partire da questo impatto le persone si formano un’ idea di come siamo dalla quale ricavano una teoria che condizionerà le relazioni future. Tuttavia, come è cambiata la prima impressione nell’era digitale?

Il magico mondo dei social network ha stravolto il nostro modo di comunicare di relazionarsi ma anche di conoscere le persone.

Sei d’accordo che oggi nel 2016 la prima impressione non ha più a che fare con i primi 30’ secondi di stretta di mano?

Immagina che tu debba conoscere una persona e che ti venga anticipato che è un professionista molto in gamba, che si batte per il rispetto dei diritti umani, che ha un forte senso etico e che è molto rispettato per queste sue qualità. Preso dalla curiosità la prima cosa che andrai a fare  sarà la ricerca a priori della persona, digitando il suo nome nel mondo dei social network. Ed ecco che soddisfarai la sete di conoscenza di sapere in anticipo chi è, come è fatto, quali sono i suoi gusti, dove vive...

Ebbene si, nell’era digitale è possibile conoscere le persone prima di conoscerle. E se questo da un lato può essere utile al fine di prepararsi meglio all’incontro, dall’altro ci pone di fronte grossi problemi. Uno tra tutti quello di avere un immagine on social coerente con l’identità reale, senza note negative, pubblicazioni commenti o collegamenti che possano in qualche modo ledere o anche solo minacciare l’ immagine e soprattutto la prima impressione che devo fare al mondo.

Per questo oggi giorno sentiamo tanto parlare di web repuation . Non tanto perché improvvisamente si è scoperto che è importante capire cosa pensa di noi il cliente, il collega, il conoscente. Bensì perché, la nostra reputazione applicata al web, è diventata imprescindibile da chi siamo nella vita di tutti i giorni, ed è rilevante sia per l’imprenditore che fa business on line, sia per l’individuo.

 In particolar modo  nel contesto aziendale, è diventata un parametro obbligato da tener in conto per la gestione delle'immagine del brand dell'impresa e dei loro prodotti/servizi offerti. In effetti, le opinioni e i commenti negativi pubblicati da utenti anonimi e/o dagli stessi clienti su internet possono danneggiare la notorietà di un'impresa, distruggendone le sue occasione di acquisizione di nuovi prospect o potenziali partner, e rovinarne la prima impressione.

Anche per il singolo, è diventato di notevole importanza sapere cosa si dice di lui sui social media. Deve sostenere un colloquio di lavoro? Probabilmente il suo esaminatore andrà a scuriosare i suoi profili social per sapere quello che scrive, quello che posta e farsi già un’idea su di lui.

Non è un mistero che ogni clic lascia una traccia sul web. E in particolare i social network, visto l’uso massiccio che se ne fa quotidianamente, rappresentano lo specchio della nostra attività online.

Per fortuna esistono degli strumenti per sondare la web reputation e le azioni effettuate in rete, ma la cosa più importante è saper conoscere i pericoli di un uso improprio del web, ed essere consapevoli dei rischi nei quali si può incorrere. Quindi come ricordi di metterti in ordine e di presentarti con l’abito giusto ad un colloquio, ricordati anche di tenere in ordine e di curare il tuo aspetto on line, seguendo i consigli che esperti e studiosi di questo fenomeno ti possono suggerire.

«Non avrai una seconda occasione per fare una prima buona impressione»,(Oscar Wilde).
E possiamo aggiungere che questo è ancor più vero nell’era digitale dove tutto rimane indebile e non si può cancellare.
Dott.ssa Elisa Marcheselli.

]]>
Sun, 12 Jun 2016 09:06:41 +0000 http://www.siroconsulting.com/post/467/1/La-prima-impressione-nell-era-digitale
Diventare imprenditori non può essere una seconda scelta http://www.siroconsulting.com/post/466/1/Diventare-imprenditori-non-puo-essere-una-seconda-scelta http://www.siroconsulting.com/post/466/1/Diventare-imprenditori-non-puo-essere-una-seconda-scelta]]> Le prospettive dei giovani imprenditori e le indicazioni della rappresentante di categoria Simona Petrozzi

]]>
Wed, 11 May 2016 12:50:31 +0000 http://www.siroconsulting.com/post/466/1/Diventare-imprenditori-non-puo-essere-una-seconda-scelta
Diritto all’oblio le violazioni di Google alle pronunce della Corte http://www.siroconsulting.com/post/465/1/Diritto-all-oblio-le-violazioni-di-Google-alle-pronunce-della-Corte http://www.siroconsulting.com/post/465/1/Diritto-all-oblio-le-violazioni-di-Google-alle-pronunce-della-Corte]]> [ IL CASO] Strettamente connessa con gli indennizzi monetari è la problematica della reputazione, che ha un importante valore commerciale (nel caso dei dirigenti incide anche sulla valutazione dell’azienda), e del diritto all’oblio sul web. «Qui è intervenuta l’Unione europea», spiega Caterina Flick, avvocato dello studio Nunziante Magrone che segue il problema. «È successo che un cittadino spagnolo si è rivolto all’autorità garante della privacy per una voce di Google che lo riguardava e che richiamava a un vecchio articolo su una vicenda spiacevole che l’aveva riguardato ma poi si era risolta». L’autorità ha riconosciuto che l’attività del motore di ricerca costituisce trattamento di dati personali e ha sancito la deindicizzazione della “Url” precisando che solo il giornale poteva tenere negli archivi online l’articolo in questione. Allora Google ha promosso ricorso alla Corte di Giustizia europea che però ha confermato la posizione dell’autorità, ribadendo che il motore di ricerca è obbligato a garantire la deindicizzazione». L’affare però si è complicato: «Google ha istituito una sorta di sportello-reclami online dove chi si ritiene danneggiato può chiedere la rimozione di Url che scottano. Ma si è tenuta l’ultima parola, cioè il diritto a riconoscere effettivamente all’appellante quello che lui reclama. E qui tutto si infrange: Google, almeno in Italia, dà ragione a non più del 30% dei reclami, riportando in sostanza il problema alle sua origine».

Repubblica.it

]]>
Tue, 26 Apr 2016 22:59:42 +0000 http://www.siroconsulting.com/post/465/1/Diritto-all-oblio-le-violazioni-di-Google-alle-pronunce-della-Corte
Costruire la propria reputazione creando una web identity forte http://www.siroconsulting.com/post/463/1/Costruire-la-propria-reputazione-creando-una-web-identity-forte http://www.siroconsulting.com/post/463/1/Costruire-la-propria-reputazione-creando-una-web-identity-forte]]> L’intervento
di Avv. Caterina Flick*

Arezzo, tranquilla città d’arte e importante meta turistica, negli ultimi mesi è stata scossa da vicende che hanno avuto forte impatto sull’opinione pubblica, prima fra tutte la vicenda di Banca Etruria. Sul web, nelle prime pagine restituite dai più importanti motori di ricerca, accanto ai siti istituzionali, si trovano notizie che non contribuiscono a dare una immagine positiva della città e delle imprese che lì operano, e di cui non si sa quanto sarà lunga la coda. Secondo recenti studi del World Economic Forum, il 25% del valore di mercato di una società è direttamente imputabile alla reputazione. La responsabilità nella gestione del rischio reputazione aziendale risiede principalmente nel top management e nel CdA. E infatti, l’80% dei manager mondiali dichiara che il più grande rischio per loro è quello reputazionale. La reputazione oggi viaggia sul web: in questo contesto la tutela della reputazione e il suo rapporto con il diritto all’informazione (a informare e a essere informati), da sempre oggetto di grandi dibattiti. Da un lato il diritto della persona a non essere diffamata e al rispetto della privacy; dall’altro il diritto di cronaca e di critica di chi scrive e di chi legge. Sul web la contrapposizione tra questi diritti assume dei contorni più sfumati. Da un lato c’è l’accesso facile ad informazioni facili. Chiunque ha la possibilità di informare e di informarsi, senza alcun filtro e al di fuori dei circuiti che, bene o male, sono considerati attendibili. Inoltre la conoscibilità di ciò che è pubblicato non trova più i limiti di spazio e di tempo che sono propri dei media tradizionali. Dall’altro lato, e di conseguenza, la persona viene vista “a tutto tondo”. Ogni informazione, ogni gossip, ogni immagine concorrono alla creazione della reputazione individuale. Il diritto a non essere diffamati e al rispetto della privacy si trasforma quindi nel diritto ad una corretta rappresentazione di ciò che la persona è in un dato momento, anche evitando che il suo passato possa condizionarne il presente e il futuro. In sintesi, l’informazione lesiva che in un dato momento è legittimata in base ai principi del diritto di cronaca e di critica, in un momento successivo può non esserlo più. Per questo la tutela della reputazione oggi richiede l’uso di strumenti diversi dal passato. Strumenti legali diversi prima di tutto. Le azioni per diffamazione, la rettifica, l’esercizio del diritto all’oblio, devono essere portate avanti con modalità nuove, spesso al di fuori delle aule di giustizia. Destinatari delle richieste non sono più solo giornalisti ed editori, ma anche i privati e, grazie anche alle recenti prese di posizione delle Corti internazionali, gli Internet Service Providers che tecnicamente contribuiscono alla diffusione delle informazioni e alla loro facile reperibilità. E poi l’ausilio di strumenti informatici prima sconosciuti. La reputazione va costruita, ancor prima che difesa, utilizzando in modo intelligente gli strumenti della comunicazione digitale e creando una web (o brand) identity forte. Sul presupposto, evidentemente, di porsi in modo trasparente rispetto alla collettività. Infine sull’esercizio del diritto all’oblio. Secondo le statistiche di Google, quasi il 50% delle richieste di deindicizzazione (rimozione del link partendo dal nome e cognome/ nome azienda) sono state accolte. Tra queste, in Italia, poco meno del 30%. Non è poco se si pensa che Google punta ad ergersi a “giudice” e difensore dell’informazione, più che a valutare realmente la fondatezza delle richieste degli interessati. Per fortuna ci sono altri giudici, più obiettivi, che possono valutare anche l’operato di Google.

*Studio Legale Nunziante Magrone

]]>
Tue, 23 Feb 2016 00:28:40 +0000 http://www.siroconsulting.com/post/463/1/Costruire-la-propria-reputazione-creando-una-web-identity-forte
Web reputation, seminario gratuito alla Camera di Commercio http://www.siroconsulting.com/post/462/1/Web-reputation-seminario-gratuito-alla-Camera-di-Commercio http://www.siroconsulting.com/post/462/1/Web-reputation-seminario-gratuito-alla-Camera-di-Commercio]]> La web reputation ha ormai assunto un ruolo determinante nelle strategie delle aziende italiane. Gli investimenti finalizzati al suo monitoraggio o al suo potenziamento permettono, tra l’altro, di promuovere il marchio aziendale, di interagire più efficacemente con i consumatori e di risultare più convincenti per i potenziali clienti.

Arezzo Sviluppo, Azienda speciale della Camera di Commercio di Arezzo intende offrire alle imprese ed ai professionisti aretini interessati, attraverso un seminario gratuito in programma martedì 16 febbraio 2016, una panoramica su alcuni degli strumenti base utili per valutare la web reputation aziendale e personale ed il posizionamento online del personal brand.

L’iniziativa, che avrà inizio alle ore 17 presso la sede della Camera di Commercio avrà come relatori esperti provenienti da società specializzate, Transear e Siro Consulting e dal mondo universitario, John Cabot University, che illustreranno le modalità per gestire le informazioni personali ed aziendali presenti in internet ottimizzandone l’impatto sulla brand reputation, sulle possibilità di carriera e di ricerca di lavoro. L’avvocato e docente universitario d.ssa Caterina Flick analizzerà gli aspetti e le conseguenze legali inerenti alla web reputation ad iniziare proprio dal diritto all’oblio introdotto dalla celebre sentenza della Corte di Giustizia europea del 2014.

Per partecipare al seminario è necessario compilare ed inviare la scheda di adesione scaricabile anche dal sito www.ar.camcom.it .

Programma
Saluti introduttivi
Catuscia Fei – Vice Presidente Arezzo Sviluppo
Giuseppe Salvini – Segretario Generale Camera di Commercio di Arezzo

Istruzioni per l’uso “intelligente” di Internet da parte di Imprese, Manager e Professionisti
Gabriele Ghini – Managing Director Transearch

Servizi di protezione e ricostruzione della reputazione individuale e aziendale
Simona Petrozzi – Siro Consulting

Aspetti e ricadute legali
Caterina Flick – Avvocato Studio Legale Nunziante Magrone e Prof.ssa di diritto dell’informatica e privacy presso Università Telematica Internazionale Uninettuno

Esempi di successo dagli USA: la gestione del “Personal & Company Branding“
Michèle Favorite – Professor of Business and Communications John Cabot University

Discussione aperta ad interventi dei presenti

]]>
Wed, 3 Feb 2016 17:40:29 +0000 http://www.siroconsulting.com/post/462/1/Web-reputation-seminario-gratuito-alla-Camera-di-Commercio
Seminario gratuito di Web Reputation http://www.siroconsulting.com/post/461/1/Seminario-gratuito-di-Web-Reputation http://www.siroconsulting.com/post/461/1/Seminario-gratuito-di-Web-Reputation]]> Il Seminario ha lo scopo di offrire ai partecipanti gli strumenti base per poter valutare la "Web Reputation" aziendale e personale, oltre al posizionamento online del "personal brand" attraverso le informazioni disponibili sul web.
Transearch, Siro Consulting e John Cabot University, illustreranno le modalità per gestire le informazioni personali ed aziendali presenti in Internet ottimizzandone l'impatto su carriera e ricerca di lavoro per i Manager e sulla Brand Reputation per le Imprese ed i Professionisti. Sarà inoltre presentata la situazione sul mercato USA, più evoluto e meno regolamentato del nostro. L'avvocato Caterina Flick completerà la panoramica con una illustrazione degli aspetti legali per proteggere la reputazione online di Manager, Imprese e Professionisti.

Scarica il programma completo

]]>
Tue, 26 Jan 2016 17:32:48 +0000 http://www.siroconsulting.com/post/461/1/Seminario-gratuito-di-Web-Reputation
Per continuare a parlare di Web Reputation... http://www.siroconsulting.com/post/460/1/Per-continuare-a-parlare-di-Web-Reputation http://www.siroconsulting.com/post/460/1/Per-continuare-a-parlare-di-Web-Reputation]]> La partecipazione all‘incontro “LA GESTIONE DELLA REPUTAZIONE PER MANAGER E AZIENDE” presso FEDERMANAGER del 26 ottobre u.s. e l’ascolto della relazione dei diversi oratori che parlavano della utilità del web ai fini e di una semplice riconoscibilità positiva e di una rappresentatività allargata del successo professionale, mi hanno offerto una ulteriore possibilità di considerare quanto questa nuova forma di  comunicazione abbia prodotto in una manciata di anni un evento  sociologicamente trasformativo. Un evento che ha infatti  indotto una radicale ed inarrestabile trasformazione sui tempi di costruzione o distruzione del successo e delle potenzialità di un individuo: nel bene e nel male, nel vero e nel non vero. Ed il veloce e fluido percorso di diffusione dei messaggi positivi o negativi  fondanti , costituisce una forma di trasmissione culturale che ha il potere di condizionare  anche la costruzione del profilo individuale.

E’ quindi da prendere atto che è un evento questo mediatico che negli ultimi anni ha iniziato esponenzialmente e radicalmente ad interferire con quegli standard di riferimento concettuali che per millenni hanno costituito la formula con cui venivano  trasmessi  gli insegnamento dei saggi e degli educatori . Cioè quei personaggi di riconosciuto valore che attraverso modalità comunicative costituite da parole , fogli scritti ed esempio quotidiano ,spiegavano che l immagine sociale ed il successo  degli uomini si costruiva lungo il corso di una presenzialità sociale; fatta di anni e per anni conservata e arricchita solo con fatti concreti. Adesso invece sono cambiati questi parametri, radicalmente; in meglio o in peggio non si può definire con certezza. Per il principio di realtà però- ovvero secondo quella dimensione psicologica sana ed insuperabile che vuole ciascun soggetto essere in condizione di riferirsi a fatti e persone in modo coerente e congruo con il contesto reale di riferimento-si è conclamata oggi una trasformazione complessiva della trasmissione dei modelli e dei percorsi interpersonali ed interattivi che non può essere taciuta o non osservata. Inoltre è da considerare che più che mai si è modificata, anche nei tempi, la trasmissione del modello esperenziale: e conseguentemente anche la dimensione pedagogica ed educativa deve tenere conto di questo nuovo contesto. La velocità di questa nuova dimensione oltre ad essere un elemento che si  articola in maniera continuamente trasformativa è  ancora oggi una dimensione con cui non tutti coloro i quali vivono una dimensione imprenditoriale attiva riescono a fare serenamente  “i conti”. E ‘ però questa una condizione  di inadeguatezza  che produce risultati che possono comportare marginalizzazioni o rischi di aggressione,  proprio perché si è impreparati e non si vive questa mentalità dal dientro. Se per un giovane tra i 20 e i 30 anni, infatti, il mondo del web è qualcosa con cui egli ha sviluppato  una facile consuetudine quotidiana, crescendoci insieme e apprendendone le nuove formule sin da piccolo , va considerato che l’adesione a questa dimensione di coloro i quali  vanno dai 50anni in poi  è molto spesso stata frutto di un grosso sforzo intellettivo ed ideologico.   Uno sforzo che pesa  e che infatti non di rado rende questi professionisti o inadeguati od incapaci ad articolare strategie idonee ad affrontare le molteplici problematiche relative ad una visibilità positiva e sempre  in progressione; alla necessità anche di elaborare item tendenti alla ottimizzazione o alla tutela o alla ricostruzione di un profilo. Diversamente c’è la scelta apparentemente snobistica di continuare a portare avanti il vecchio modo di essere presenti nel mondo del lavoro, con il rischio non molto teorico di vedere sempre più appannata la propria riconoscibilità

E, in prima persona denunciando questo senso di inadeguatezza e di più o meno riconosciuta fragilità mediatica  degli ultracinquantenni ,credo sia importante superare questo gap implementando interventi atti  a promuovere una nuova formula di esteriorizzazione e di autodifesa. Perché chi si è costruito nei decenni un ruolo attraverso una forma concreta di presenza nel mondo del lavoro, pur nella razionale consapevolezza  di tutto quanto fin qui accennato, e pur sapendo  che kafkianamente  si può essere distrutti  nella immagine dagli echi negativi del web, riesca ,scontrandosi con una esperienza di questo tipo, a recuperare psicologicamente una positiva immagine complessiva di sé: sia mediatica che personale che relazionale.  Perché infatti la perdita di una dimensione personale positiva aggrava negativamente oltre che la intima percezione del nostro sentirci adeguati ,anche la qualità delle relazioni familiari ed amicali; inducendo elementi depressivi ed attivando chiusure difensive, paure di perdita, reattività comportamentali che rischiano di minare anche la qualità delle relazioni interpersonali. Ben sapendo di poter essere tacciata di una forma di  “campanilismo” valuto come più che mai importante che  sia attivato proprio in questi frangenti  un intervento di tipo psicologico. Un intervento che comporterebbe una “riumanizzazione” degli effetti negativi del contesto mediatico e che potrebbe anche contenere e ricomporre le difficoltà interpersonali ad essi conseguenti. Con risonanze positive che si rifletteranno sui diversi contesti e che aiuteranno anche il lavoro del tecnico che si occuperà della ricostruzione della “web reputation”.

 

Dott.ssa Maria Rita Accatino

Psicologo-psicoterapeuta

Psicologia familiare, psicologia giuridica, psicologia del lavoro, ipnosi

Consulente Tecnico d’Ufficio del Tribunale Civile e Penale di Roma, del Tribunale per i Minorenni di Roma e della Procura di Latina

dottaccatino@hotmail.it

]]>
Mon, 9 Nov 2015 19:17:55 +0000 http://www.siroconsulting.com/post/460/1/Per-continuare-a-parlare-di-Web-Reputation
Reputazione online, i consigli di Federmanager http://www.siroconsulting.com/post/459/1/Reputazione-online-i-consigli-di-Federmanager http://www.siroconsulting.com/post/459/1/Reputazione-online-i-consigli-di-Federmanager]]> Chi c'era, e che cosa si è detto, al convegno “La gestione della reputazione dei manager e delle aziende su internet” organizzato dalla federazione dei dirigenti industriali presieduta da Stefano Cuzzilla

Dice Warren Buffett, terzo uomo più ricco al mondo, che ci vogliono “vent’anni per farsi una reputazione, e cinque minuti per rovinarla”. Vangelo in un’epoca in cui le notizie grazie al web viaggiano alla velocità del suono da un capo all’altro del mondo. Lo sanno bene alla Volkswagen dove ci vorranno anni per ripulire l’immagine del marchio tedesco infangato a livello globale dal dieselgate. Della reputazione aziendale, e del suo rapporto con i meccanismi digitali, si è parlato ieri sera a Roma in un convegno organizzato da Federmanager (in collaborazione con la Fondazione ProPosta), nella sede della federazione dei dirigenti industriali presieduta da Stefano Cuzzilla.

REPUTAZIONE E WEB, UN RAPPORTO DIFFICILE

Non è facile per un’azienda curare e mantenere linda la propria reputazione nella galassia di internet. Perché se da una parte, come sottolineato da Federmanager, oggi qualunque impresa che voglia competere sul mercato deve “costruirsi un’identità digitale, che rappresenta un’opportunità di sviluppo per le aziende” dato che oggi “è la reputazione che fa il fatturato”, è anche vero che ci si mette davvero poco a essere messi alla gogna. Basta fare uno sbaglio ed ecco che il fattaccio si diffonde in rete come un virus. E risalire poi è dura. Ma allora come costruire una solida reputazione online mettendosi al contempo al riparo dai rischi della rete?

QUEI MANAGER ITALIANI (POCO) SOCIAL

La soluzione è come al solito in medias res. E cioè sì a un robusto ricorso ai social network, per garantire la massima visibilità al proprio brand, purché se ne faccia un uso intelligente. La federazione dei dirigenti ha evidenziato come in Italia si faccia una certa fatica a familiarizzare con i vari Twitter, Facebook, Linkedin e Instagram, Secondo una ricerca della John Cabot University infatti i social network sono entrati nella vita lavorativa solo nel 49% degli italiani, contro il 74% degli statunitensi. L’analisi – illustrata da Michèle Favorite, Professor of Business and Communications John Cabot University – rileva come, nel complesso, il tasso di penetrazione del web Oltreoceano si aggiri intorno all’80%, scendendo al 60% in Italia. “Certo che bisogna stare sui social, ma mantenendo un’interazione umana, con una condivisione di ascolto reciproco. Bisogna stare assolutamente sui social per migliorare la propria reputazione, ma in una logica coordinata”, ha sottolineato Simona Petrozzi, di Siro Consulting. Della serie, occhio ai commenti fuori tema, che rischiano di dare un’immagine falsata dell’azienda.

PICCOLI E GRANDI RISCHI DELLA RETE

Stare connessi conviene, ma bisogna tenere gli occhi bene aperti. Per Stefano Cuzzilla, presidente di Federmanager, “il web ha creato una sorta di gigantesca memoria collettiva, in cui un’azione online diviene immediatamente accessibile a tutti, perdendo la possibilità di essere monitorata”. Per il numero uno di Federmanager c’è poi un altra criticità da definire, ossia “quella del diritto all’oblio, da considerare quando si deve ricostruire la propria reputazione”. “Qualunque cosa si faccia sulla rete diventa automaticamente un fatto”, avverte Caterina Flick, legale presso lo studio Nunziante Magrone. “Bisogna sempre valutare la fonte dell’informazione che va sul web. Spesso ci sono bufale, ma il danno è fatto uguale”.

ALFANO, DIRITTO CRONACA NON E’ DIRITTO INSULTO

Sulla questione ha detto la sua anche il governo, rappresentato per l’occasione dal ministro dell’Interno Angelino Alfano. “Questo tema si può prendere da tanti lati. Il manager è una persona, non una macchina e la reputazione è un pezzo fondamentale nella vita di un manager”, ha sottolineato Alfano. “La comunicazione è cambiata, oggi c’è un tramonto del diritto all’oblio. E’ finito. Siamo speranzosi che nuovi pronunciamenti creino una nuova alba del diritto all’oblio. E questo perchè la reputazione è un diritto insopprimibile della persona. C’è un diritto di cronaca sì, ma questo non vuol dire un diritto all’insulto”.

]]>
Sun, 1 Nov 2015 23:20:38 +0000 http://www.siroconsulting.com/post/459/1/Reputazione-online-i-consigli-di-Federmanager
Donne, per combattere la cyber violenza restate connesse http://www.siroconsulting.com/post/458/1/Donne-per-combattere-la-cyber-violenza-restate-connesse http://www.siroconsulting.com/post/458/1/Donne-per-combattere-la-cyber-violenza-restate-connesse]]> Si è appena concluso a Barcellona il XXII Congresso della Fifcj (Fédération internationale des femmes des carrières juridiques), federazione internazionale delle donne giuriste. Al centro dell’iniziativa il corpo delle donne e i diritti fondamentali. In questo contesto, una particolare novità è il tema del “corpo digitale”. Ne parliamo con Caterina Flick (nella foto), avvocato dello Studio Nunziante Magrone.

Il web: tante opportunità, ma anche qualche insidia. Può diventare veicolo di violenza e aggressione verso le donne?
Il rapporto sulla cyber violenza di genere, pubblicato dalla Commissione ONU per lo sviluppo digitale, mostra numeri impressionanti. Il più significativo è che 3 donne e ragazze su 4 hanno sperimentato o sono state esposte in qualche modo alla violenza online. Significativa poi la differenza di genere: donne e ragazze corrono il rischio di essere molestate online 27 volte più dei maschi.

Cosa c’è dietro ai numeri?
Prima di tutto le diverse forme che la violenza on line può assumere: insulti, aggressioni verbali, molestie, pubblicazione di foto pornografiche (vere o falsificate), furto di identità, stalking, incitamento alla violenza di genere. E poi l’uso del web come veicolo per la tratta di donne e bambine. Ma già dal 2013 la campagna di UN Women “the autocomplete truth”, rivelava la prevalenza di sessismo e discriminazione contro le donne.

Quali le possibili soluzioni?
Il primo modo di combattere la violenza è quello di non autoescludersi dall’uso del web, cosa che  non farebbe che aumentare la discriminazione nei loro confronti. Non è facile trovare strumenti normativi condivisi, anche perché quando si prospetta l’introduzione di regole si grida contro la censura e si dimentica che con internet la comunicazione si trasforma facilmente in azione. Ultima notazione: nel nostro Paese si punisce l’incitamento alla violenza e la violenza per motivi discriminatori, perché non includere tra questi anche il genere?

Cinzia Cinque

]]>
Sat, 24 Oct 2015 08:30:23 +0000 http://www.siroconsulting.com/post/458/1/Donne-per-combattere-la-cyber-violenza-restate-connesse
Prima di iniziare a parlare di Web Reputation.... http://www.siroconsulting.com/post/457/1/Prima-di-iniziare-a-parlare-di-Web-Reputation http://www.siroconsulting.com/post/457/1/Prima-di-iniziare-a-parlare-di-Web-Reputation]]> L’uomo è un "animale sociale" ed Aristotele già nel IV secolo A.C. usò questo concetto per rappresentare quanto ogni essere umano è strettamente legato al contesto sociale di riferimento ed al riconoscimento positivo che può ricevere da esso.

Con l’avvento dell’Illuminismo ed in seguito con la corrente filosofica detta "Positivismo", è stato ancor più studiato il legame reciproco ed imprescindibile esistente tra individuo e società.

La psicologia sociale insieme alla sociologia sono materie scientifiche attinenti a queste tematiche ed hanno in maniera sempre più approfondita studiato la reciprocità esistente tra individuo e società, in ogni settore.

E’ quindi importante tenere conto del fatto che il bisogno di riconoscimento sociale che ciascun individuo naturalmente possiede comporta come diretta conseguenza la strutturazione e l’ impersonificazione di una precisa "personalità culturale".

Una personalità complessiva questa che- oltre da una individuale realtà costruitasi attraverso il personale sviluppo psicologico, affettivo, relazionale ed emotivo- è connotata dalla adesione a quello che possiamo definire l’essenza dei diversi modelli e valori caratteristici della cultura antropologica di riferimento; contribuendo così a fornire all’individuo una riconoscibilità positiva.

Ogni individuo costruisce perciò anche attraverso questo processo, condiviso con gli altri membri del gruppo di appartenenza, l’autostima e la positiva Immagine di sé . Nel contesto dei diversi settori di riferimento ed in ragione della reciprocità di questi diversi contesti, infatti, un individuo realizza la sintesi di una realtà personale in cui la immagine di sé ed il concetto di sé diventano anche rappresentazione di un adattamento e riconoscimento positivo che viene dall’esterno .

Anche all’interno del mondo lavorativo grande influenza avrà per ciascun soggetto il mantenimento di una positiva e riconosciuta Immagine di Sé; perché la qualità positiva o negativa del ruolo e della funzione di una persona contribuirà pertanto a condizionare la sua propositività e visibilità sul mercato del lavoro, influenzerà la 2

sua leadership; comportando conseguenti ricadute positive sulla percezione della propria individualità. Infatti anche con la crescita di una cultura del lavoro e della sua organizzazione pratica, si è portati sempre più a considerare come il contesto lavorativo –con l’insieme di tutte le ore di vita che ognuno giornalmente gli dedica- sia un contesto nel quale ciascun individuo può esprimere le proprie capacità e riceverne il dovuto riconoscimento

Fino all’epoca precedente a quella che viene definita " globalizzazione" la risposta e la specificità dell’adattamento positivo riconduceva la adesione dell’individuo a schemi comportamentali e a modelli morali ed ideali propri e prevalenti nel gruppo di appartenenza. Schemi e modelli ,quindi, comunque genericamente inferenti ad uno specifico e se vogliamo circoscritto contesto sociale; anche quando veniva comunicata all’esterno l’eventuale presenza di problemi, di errori, di fratture interne, di criticità .

A partire dagli anni 1990, con il diffondersi dei mezzi di comunicazione di massa e con l’omologazione di un approccio ampliato e facilitato delle informazione ,a tutti ed a tutti i livelli ed in ogni settore, si è pervenuti in pochi decenni ad una dimensione globalizzata anche dell’informazione oltre che della condivisione di giudizi e di costumi sociali.

Una dimensione questa che spesso privilegia l’esteriorizzazione e lascia di fatto l’interiorizzazione o la conoscenza dettagliata di un evento alla coscienza o alla volontà di approfondire del singolo individuo. Secondo un insieme assai ampio di fenomeni, connessi con la crescita dell’integrazione economica, sociale e culturale tra le diverse aree del mondo che comporta come conseguenza una veloce ed inarginabile diffusione e condivisione di notizie e valutazioni.

Notizie e valutazioni che in taluni casi comporteranno giudizi negativi e squalificanti rispetto ad un soggetto : e si realizzerà così una dequalificazione "a tutto tondo" del singolo individuo, inducendo uno stigma. Con ricadute pesanti e psicologicamente destabilizzanti sulla immagine del soggetto, che comporteranno complessivi effetti 3

distruttivi a carico di una precisa identità; effetti che peseranno oltre che nello stretto contesto lavorativo anche nel contesto familiare ed amicale, coinvolgendo quindi diversi contesti interattivi di una persona.

Depressione, senso di fallimento e di inutilità sono alcune tra le dilaganti problematiche psicologiche che si andranno a costruire nella realtà personale di un individuo, con conseguenze emotive laceranti.

Una drammatica condizione emotivoaffettiva questa infatti che se non adeguatamente sostenuta e gestita coinvolgerà negativamente l’individuo rispetto anche alla qualità e alla realtà delle diverse relazioni affettive e familiari.

Relazioni affettive queste che per la loro significatività di norma offrono la primaria forma di gratificazione e riconoscimento ad un individuo, e che contribuiscono anche ad equilibrare l’immagine esterna e quindi sociale e lavorativa di una persona.

E si ricordi che accade e non di rado che le relazioni affettive si destrutturino anche per la nostra incapacità di continuarle a vivere in maniera coerente , senza quei ripiegamenti su sé stessi che vengono attuati nel timore di perdere la propria dimensione .

Proprio in una situazione di questo tipo più che mai andrà recuperato e contenuto l’effetto autodistruttivo che una esperienza di questo tipo implica, e andrà perciò implementato un item operativo che oltre al recupero di una reputazione relativa al contesto professionale contempererà anche il recupero e la conservazione della stabilità affettiva della singola realtà personale.

Dott.ssa Maria Rita Accatino
Psicologo-psicoterapeuta
Psicologia familiare, psicologia giuridica, psicologia del lavoro, ipnosi
Consulente Tecnico d’Ufficio del Tribunale Civile e Penale di Roma, del Tribunale per i Minorenni di Roma e della Procura di Latina

dottaccatino@hotmail.it

]]>
Sat, 10 Oct 2015 04:48:24 +0000 http://www.siroconsulting.com/post/457/1/Prima-di-iniziare-a-parlare-di-Web-Reputation
Reputazione Manager e Aziende http://www.siroconsulting.com/post/456/1/Reputazione-Manager-e-Aziende http://www.siroconsulting.com/post/456/1/Reputazione-Manager-e-Aziende]]> L'obiettivo del convegno è fornire ai Manager e alle Aziende gli strumenti per la gestione e la difesa del proprio "personal brand" e della propria reputazione conoscendo quali e quante informazioni sono reperibili sul web.

Transearch, Siro Consulting e John Cabot University illustreranno le modalità per gestire le informazioni personali e aziendali presenti in Internet ottimizzandone l’impatto su carriera e ricerca di lavoro per i Manager e sulla Brand Reputation per le Aziende. Sarà anche presentata la situazione sul mercato USA, più evoluto e meno regolamentato del nostro. L'avvocato Caterina Flick completerà la panoramica con una overview sugli aspetti legali per proteggere la reputazione dei manager e delle aziende.

 Gli obiettivi del convegno sono:

- far comprendere alle Aziende l’importanza della referenzialità intesa come verifica globale di un soggetto per delinearne un profilo reale, non solo in ambito economico e commerciale, ma anche reputazionale, per avere una valutazione completa, oggettiva e compiere scelte consapevoli;

- far comprendere ai Manager ed alle Aziende l’importanza della propria “web reputation”, quali e quante informazioni proprie sono reperibili sul web, fornire gli strumenti per la gestione e la difesa del proprio "personal brand" e della propria reputazione con un’attenzione continua alla Sentiment Analysys.

Il programma del convegno è il seguente:

  • Apertura Convegno e saluto ai partecipanti: Dr. Stefano Cuzzilla, Presidente Federmanager e Ing. Giacomo Gargano, Presidente Federmanager Roma

  • Istruzioni per l'uso “intelligente” di Internet da parte dei Manager e delle Aziende – Dr. Gabriele Ghini, Managing Director Transearch

  • Servizi di protezione e ricostruzione della reputazione individuale e aziendale - Dr.ssa Simona Petrozzi

  • Aspetti e ricadutelegali – Avvocato Caterina Flick,

  • Esempi di successo dagli USA: la gestione del “Personal & Company Branding“-

  • Concluderà i lavori il Ministro degli Interni On. Angelino Alfano

]]>
Sat, 10 Oct 2015 04:38:43 +0000 http://www.siroconsulting.com/post/456/1/Reputazione-Manager-e-Aziende
In the Driver’s Seat - Leadership Challenges in Tomorrow’s World http://www.siroconsulting.com/post/455/1/In-the-Driver-s-Seat-Leadership-Challenges-in-Tomorrow-s-World http://www.siroconsulting.com/post/455/1/In-the-Driver-s-Seat-Leadership-Challenges-in-Tomorrow-s-World]]> Sintesi della Conferenza “In the Driver’s Seat – Leadership Challenges in Tomorrow’s World” in collaborazione con PWA (Professional Women’s Association) e con il Patrocinio di Roma Capitale tenutasi il 27 Maggio scorso presso il “Macro Testaccio a Roma”. 
Diversi leader Europei di successo, figure istituzionali e rappresentanti di associazioni di categoria hanno esplorato i nuovi trend per sviluppare e creare un futuro modello di #leadership sostenibile sia per il business che per gli individui. 
Un’iniziativa importante per ispirare ed a supporto delle prossime generazioni di #leaders .
 

Download PDF
http://www.valeriatermini.it/2015/PWA-SEMINAR-Rome-May-27th-2015.pdf

Link Slideshare
http://www.slideshare.net/ValeriaTermini/in-the-drivers-seat-leadership-challenges-in-tomorrows-world

Link ufficiale
http://romebusinessschool.it/in-the-drivers-seat-leadership-challenges-in-tomorrows-world/

]]>
Wed, 26 Aug 2015 08:31:08 +0000 http://www.siroconsulting.com/post/455/1/In-the-Driver-s-Seat-Leadership-Challenges-in-Tomorrow-s-World
L’innovazione nelle PMI del terziario e servizi http://www.siroconsulting.com/post/444/1/L-innovazione-nelle-PMI-del-terziario-e-servizi http://www.siroconsulting.com/post/444/1/L-innovazione-nelle-PMI-del-terziario-e-servizi]]> di Simona Petrozzi

Partiamo da un dato: il 36% dei giovani imprenditori italiani crede nella capacità di innovazione delle imprese e ritiene che sia una delle principali risorse nelle quali bisognerebbe investire.

Nel dibattito infatti sulla competitività del sistema economico italiano l’unica indicazione su cui vi è un consenso unanime è l’importanza dell’innovazione.

E’ perché allora non si è riusciti a finora a far partire nel sistema italiano un nuovo ciclo di innovazioni?

L’errore più clamoroso è senza dubbio quello che l’innovazione sia appannaggio solo del mondo industriale.

La ricchezza di dati e di esempi suggeriscono una strada diversa fondata sull’innovazione nel terziario, esiste un potenziale di innovazione straordinario nel mondo dei servizi e che solo da pochi è stato analizzato dagli economisti e dagli studiosi di management.

Il punto è che l’innovazione nel terziario segue logiche meno conosciute e codificate, ma non per questo meno importanti di quelle industriali.

Occorre pertanto accettare fino in fondo la sfida intellettuale dell’innovazione nei servizi.

L’innovazione non deriva solo dalle scienze e dalla tecnologia.

Le forme di innovazione non tecnologica oggi sono più che mai necessarie soprattutto per i servizi.

L’introduzione di nuove tecnologie e le potenzialità delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) hanno permesso soprattutto alle PMI delle economie dei servizi al fine di raggiungere guadagni notevoli di efficienza e produttività.

Se oggi dall’analisi della letteratura sul tema emerge chiaramente che le imprese di servizio innovano, questo dato acquisito si scontra sovente con il fatto che le modalità di innovazione non avvengono attraverso attività classificabili con gli strumenti tradizionali adottati dall’industria manifatturiera.

L’innovazione nelle PMI del terziario e dei servizi sta nella varietà della natura e nelle modalità di organizzazione.

Ciascuno di noi sperimenta quotidianamente l’innovazione nei servizi viaggiando su una linea low cost, pranzando in un fast food, trascorrendo una vacanza in un villaggio vacanze etc.

Sono forme di innovazione che assumono forme differenti  e che vengono organizzate in modo altrettanto differente.

Oggi non è più assolutamente pensabile di ridurre le varie forme di innovazione a quella di tipo tecnologico.

L’innovazione può avvenire anche senza l’ausilio della tecnologia come accade quando viene introdotta una nuova forma di polizza assicurativa, un nuovo strumento finanziario di investimento, un nuovo format di negozio o ristorazione.

Questo non vuol dire che queste forme di innovazione non siano basate su innovazioni tecnologiche materiali (pc o sistemi di telecomunicazione ad esempio) ma spesso questa componente non è determinante nel processo di innovazione.

Come nell’innovazione di prodotto, quella di processo può essere “intangibile”  (ad esempio l’introduzione di un nuovo modello da parte di una società di consulenza aziendale). L’innovazione di prodotto e processo quindi non è un artefatto ma piuttosto una formula, un protocollo, un processo che si sviluppa nel tempo e che garantisce la fornitura di un prodotto.

Spesso si tratta di soluzioni innovative “ad hoc” e personalizzate, altre volte sono il risultato di un processo di  “co-creazione” con l’utilizzatore finale.

Lo sviluppo ad esempio di una nuova polizza assicurativa per il “mass market” richiede la partecipazione di legali, attuari, specialisti di IT, addetti alle vendite e clienti.

Esiste poi una parte di innovazione cosiddetta “nascosta” ossia non rilevata da statistiche ufficiali.

Le cosiddette industrie creative (design, pubblicità, architettura, produzioni multimediali etc.) svolgono una continua attività sui gusti e preferenze degli individui per poi dare forma a nuovi prodotti e servizi, oppure inventano nuovi modelli di business realizzando nuove combinazioni tra tecnologie esistenti e processi produttivi. Tutto ciò si chiama innovazione nascosta.

Alcuni  esempi di innovazione nei servizi possono essere:

1.      GLOBAL SERVICE : riguarda l’offerta di soluzioni globali dove l’impresa si propone non solo di offrire soluzioni ai bisogni del cliente, ma anche di acquisire prontamente i bisogni in una logica di partnership. Rispetto al fenomeno innovativo la paternità tende a risultare meno netta e sfumata e l’interazione gioca un ruolo fondamentale

2.      ECCELLENZE DI NICCHIA:  la ricerca di qualità raggiunge livelli molto elevati tali da porre l’azienda in condizioni di “leadership”.

3.      PRESTAZIONI PERSONALIZZATE: rappresenta l’outsourcing che consente all’impresa di sviluppare una capacità di gestire la fornitura di servizi  “on demand”, da quelli più semplici a quelli più complessi

4.      NUOVO WELFARE:  Si tratta di una direttrice di innovazione che nasce in risposta a dinamiche socio-demografiche in continua evoluzione e tende a contenere anche tratti valoriali etici

5.      RETI DI IMPRESA:  la dimensione della rete ha da tempo assunto un rilievo fondamentale nell’influenzare e determinare importanti processi di innovazione creando networking al fine di favorire la propagazione dele conoscenze

Vi sono 3 ambiti interessantissimi di business nei quali l’innovazione, trainata dalla creatività e dalla tecnologia, potrebbe trovare grandissimo spazio:

1.      I piccoli punti vendita ed i supermercati di vicinato che rappresentano la grande maggioranza del nostro sistema distributivo nazionale insieme al progetto dei Centri Commerciali naturali

2.      La valorizzazione del nostro ricchissimo patrimonio culturale ed artistico del nostro paese, vero e proprio potenziale asset e “fabbrica a cielo aperto” del nostro Paese

3.      L’innovazione dei processi e dei servizi legati al cibo e alla moda (altri nostri “fiori all’occhiello” universalmente riconosciuti

 In queste condizioni si ritiene fondamentale progettare un’architettura delle scelte di innovazione del servizio al fine di aiutare le imprese e gli utilizzatori finali.

Questo si potrebbe realizzare individuando imprese modello di innovazione, farle diventare dei casi studio favorendone lo sviluppo, reclamizzandone gli effetti e l’esempio virtuoso incoraggiando così le altre.

Tutto ciò in un’ottica di sviluppo guidato e sostenuto nella quale sono evidenti e fattibili piccoli passi di cambiamento orientati allo sfruttamento e al ritorno economico dell’innovazione.

]]>
Sat, 18 Jul 2015 14:52:57 +0000 http://www.siroconsulting.com/post/444/1/L-innovazione-nelle-PMI-del-terziario-e-servizi
Il ruolo della responsabilità sociale dell’impresa nelle decisioni di investimento http://www.siroconsulting.com/post/443/1/Il-ruolo-della-responsabilita-sociale-dell-impresa-nelle-decisioni-di-investimento http://www.siroconsulting.com/post/443/1/Il-ruolo-della-responsabilita-sociale-dell-impresa-nelle-decisioni-di-investimento]]> di Simona Petrozzi e Simone Piccirilli

Chi conosca, anche superficialmente, i principi essenziali della responsabilità sociale dell’impresa, riflettendo sul titolo, non può non cogliere una contraddizione: come può una decisione di investimento essere influenzata dalla responsabilità sociale d’impresa, cioè da un complesso di tecniche la cui caratteristica essenziale è la volontarietà?

 Per evidenziare questa apparente contraddizione è sufficiente riprendere la definizione che, della responsabilità sociale dell’impresa, si ricava dai documenti della Commissione Europea quale “integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali ed ecologiche delle imprese nelle loro operazioni commerciali e nei rapporti con le parti interessate”.

 L’imprenditore non è e, si auspica, non sarà mai obbligato ad adottare, nella sua azienda, prassi di responsabilità sociale, quindi perchè dovrebbe includerla nei suoi processi decisionali?

 La risposta è un po’ articolata ma chiarissima: se è vero che l’impresa è il luogo dove si devono comporre gli interessi, spesso contrastanti, dei vari stakeholder del territorio e se è vero che scopo primario della responsabilità sociale dell’impresa è quello di far si che l’imprenditore non si estranei dalle problematiche che insistono sul territorio dove l’impresa esercita la sua influenza economica, è anche vero che l’investimento, linfa vitale dell’impresa, non va considerato soltanto sotto il profilo della spesa occorrente per la sua realizzazione, ma anche relativamente ai vantaggi sociali che sarà in grado di offrire.

 Quindi, avvicinare il tema delle decisioni di investimento a quello della responsabilità sociale dell’impresa, significa accettare che la redditività dell’investimento venga valutata anche rispetto a quelle evidenze non economiche e diluite nel tempo che attengono alla compagine sociale.

 Dall’investimento si attende una accresciuta occupazione e con essa una crescita della domanda di beni di consumo che, di rimbalzo, porti ad una crescita dei beni strumentali necessari ad ottenerli:ll profitto aziendale che si riflette sul benessere sociale.

 Occorre però tener presente che tale circolo virtuoso, seppur instaurato, sarà sempre in delicato equilibrio, perché trascende i limiti della singola impresa e dipende, in gran parte, dalla coordinazione di più imprese della medesima industria quando non da industrie diverse che cooperino ad uno stesso processo produttivo.

Ma è tempo di porre il discorso in termini pragmatici:

  • quali sono i fattori che influenzano una decisione di investimento?
  • la responsabilità sociale d’impresa è tra questi?
  • se si, in quale misura?

La possibile risposta vuole una premessa: da un lato abbiamo una decisione di investimento, materia eminentemente tecnica che si avvale anche di formule matematiche, dall’altro vi è la responsabilità sociale dell’impresa che ci porta, a pieno titolo, nel campo delle scienze sociali, dove chiedere risultati definitivi ed incontrovertibili non ha molto senso.

 Come nostro costume, partiamo da una ipotesi di lavoro e cioè che, all’inizio del suo processo decisionale, all’imprenditore si presentino diverse alternative di investimento - e questo è un fatto normale nella vita economica - perché ogni atto che richiede tempo e mezzi scarsi per il conseguimento di uno scopo, implica la rinuncia ad usarli per raggiungerne un altro: l’investimento non fa eccezione a questo principio; non staremmo qui a disquisire se le risorse finanziarie e quant’altro fossero abbondanti per ogni possibile utilizzazione.

 Supponiamo ancora che l’imprenditore, per arrivare a “decidere”, intenda avvalersi di uno studio di fattibilità.

 Un breve cenno a questo mezzo istruttorio risulta quanto mai utile: possiamo definire studio di fattibilità quel mezzo istruttorio che tende a ridurre i rischi di una iniziativa imprenditoriale attraverso l’individuazione di tutte le componenti tecniche ed economiche di una proposta di investimento, nonché la quantificazione dei mezzi finanziari indispensabili alla sua realizzazione.

 E’ evidente che non può esistere un “modello” di studio di fattibilità, non fosse altro che per infinite possibilità di applicazione che, a questo mezzo, vengono riconosciute; si può però tentare la ricerca di un denominatore comune, considerando alcune fasi minime, attraverso le quali uno studio di fattibilità debba necessariamente passare.

 La prima sicuramente consiste nell’individuazione del mercato di riferimento, cosa indispensabile perché l’imprenditore – investitore sa già in quale campo vorrà dirigere le sue risorse e vorrà acquisire tutta una serie di informazioni che gli permettano di stabilire se quella determinata iniziativa – che è ancora a livello di idea o, al massimo, di abbozzo progettuale – avrà su quel territorio, buone possibilità di successo.

 La rappresentazione visiva di quanto stiamo dicendo è la seguente:

investimento ------- territorio------------------vocazione territoriale

L’investimento è destinato ad un territorio, cioè ad un complesso di relazioni fra loro interagenti, destinate a creare opportunità produttive ed occupazionali alla comunità residente e ogni territorio si contraddistingue per una sua vocazione, cioè per un insieme di valori prevalenti a cui la comunità residente non vuole rinunciare: l’imprenditore – investitore terrà nel massimo conto questo elemento così personalizzante del territorio in quanto è consapevole che la vocazione territoriale segna il limite virtuale della capacità di un territorio di recepire innovazioni.

La seconda fase si sostanzia nell’analisi della domanda e dell’offerta nel luogo considerato, attinenti alla tipologia di investimento che si vuole impiantare: poniamo il caso che l’investimento miri alla realizzazione di una nuova struttura alberghiera, sicuramente uno dei primi accertamenti riguarderà se vi siano state chiusure di alberghi nel recente – medio passato e l’analisi delle cause che hanno portato alle cessazioni di attività.

 L’analisi potrebbe continuare con la scomposizione degli elementi fondamentali della domanda (quante persone, sempre nel territorio considerato, viaggiano per lavoro o per turismo), mentre, direttamente collegato con lo studio del mercato di riferimento sarà l’accertamento relativo alla possibilità, del territorio, di essere eventualmente utilizzato come mercato congressuale.

 Non si vuole ulteriormente approfondire, ma solo ribadire che la conoscenza del mercato della domanda e dell’offerta offre una concreta possibilità di stima circa il futuro andamento dell’investimento, mettendone in luce, soprattutto, i limiti.

 Per quel che concerne la valutazione dell’area che definiamo la terza fase dello studio di fattibilità, siamo in un campo ancora più delicato e complesso perché occorrerà distinguere se l’investimento di che trattasi sia destinato a rafforzare, ampliare, potenziare, migliorare in genere una struttura esistente oppure alla realizzazione di una struttura ex-novo.

 Pur essendo alcuni dati – base comuni ad entrambe le ipotesi, nel secondo caso, quello di un nuovo insediamento, potranno essere di aiuto le tavole a doppia entrata dell’economista Ricossa e che sono riconducibili ai vari fattori di localizzazione; di ogni singolo fattore localizzativo verranno esaminati gli aspetti interessanti per la decisione di investimento.

 Quindi, se, ai fini della valutazione di un’area uno degli elementi da considerare sono i terreni industriali presenti, di questi verranno esaminati gli aspetti economici (condizioni di acquisto, possibilità di rivalutazione), gli aspetti infrastrutturali (lavori di adattamento), gliaspetti pubblici (edificabilità, espropriazioni), gli aspetti socio – politici (paesaggio, altri usi dei terreni).

 Nel caso, invece che, oggetto di studio valutativo siano gli impianti, dovranno essere valutati, per gli aspetti economici i costi e tempi di realizzazione, installazione e manutenzione, per gli aspetti infrastrutturali, i servizi tecnici disponibili e così via.

 La nostra non esaustiva elencazione di fasi attraverso le quali necessariamente passa uno studio di fattibilità potrebbe concludersi con l’analisi economico – finanziaria del progetto, che è core business dello studio di fattibilità.

 Non dimentichiamo che si sta parlando di una proposta di investimento: il progetto ne costituisce l’essenzialità e la prima cosa da porre sotto esame è, appunto, il costo vivo del progetto e tutti i costi ad esso ricollegabili. Quindi prevedere, ad esempio che potrebbero non essere disponibili, per intero, le risorse occorrenti e palesare la necessità di ricorrere a varie forme di finanziamento con le innegabili conseguenze.

 Fin qui i possibili rischi di un investimento, ma è chiaro che uno studio di fattibilità deve saper esporre anche i possibili futuri profitti che si potrebbero ricavare dal complesso dell’operazione di investimento; è chiaro che l’incertezza, se possibile, è ancora maggiore rispetto alla valutazione dei rischi, eppure chi deve decidere su una proposta di investimento deve poterne misurare la redditività, in definitiva per accettare o respingere il progetto in questione.

 Una metodica abbastanza seguita prende in considerazione l’ammontare dell’esborso iniziale, cercando di determinare il periodo di recupero del capitale investito,; vengono conteggiati, cioè, i redditi futuri. Vi sono altre metodiche che possono aiutare nella previsione di redditi futuri, qui basterà ricordare che, nella specifica tematica, qualunque metodo previsionale venga adottato, l’incertezza regna sovrana.

 Il risultato numerico finale del calcolo economico che il nostro imprenditore è portato a fare nella scelta fra le alternative di investimento, spesso ha un valore relativo e l’eventuale sostituzione di un progetto con un altro avviene in base a criteri riferibili alla qualificazione, alla localizzazione, alla dimensione di ciascun progetto, tutti comunque validi e confrontabili.

 Vorremmo, a questo punto, riprendere le fila del discorso: l’imprenditore che, di fronte ad una serie di alternative di investimento e, volendo avvalersi di uno studio di fattibilità, può essere ulteriormente aiutato, per il suo iter decisionale, da valutazioni attinenti alla responsabilità sociale dell’impresa? Diciamolo per altro verso: la responsabilità sociale dell’impresa deve diventare una “fase” di uno studio di fattibilità o se ne può fare a meno senza che l’economia generale dell’operazione ne venga a soffrire?

 Il concetto di responsabilità sociale d’impresa sta a significare, sostanzialmente, che è l’impresa stessa che, sua sponte, decide di contribuire a migliorare il contesto sociale nel quale opera: l’imprenditore lungimirante sa che, nel medio – lungo periodo la crescita economica andrà di pari passo con la coesione sociale e che la promozione del territorio è diventata uno degli assi portanti della politica aziendale.

 L’imprenditore che investe tenendo conto dei risvolti sociali della sua azione è imprenditore innovatore, l’imprenditore che mira allo stakeholder engagement cioè al coinvolgimento diretto degli stakeholder destinatari dei possibili benefici del suo investimento è imprenditore innovatore.

 Le decisioni di investimento che possono avere un impatto, più o meno marcato, sul territorio, necessitano di coinvolgimento: anche solo aver capito questo concetto, questa necessità, significa essere imprenditore socialmente responsabile e, ammesso che quest’ultimo voglia avvalersi dello strumento istruttorio “studio di fattibilità” per i suoi percorsi decisionali, in tale strumento si dovrà riconoscere anche una “fase “ dedicata alla responsabilità sociale d’impresa, dove vengano evidenziate possibilità di dialogo e grado di cooperazione con la comunità territoriale.

]]>
Sat, 18 Jul 2015 14:42:17 +0000 http://www.siroconsulting.com/post/443/1/Il-ruolo-della-responsabilita-sociale-dell-impresa-nelle-decisioni-di-investimento
Donne e produttività http://www.siroconsulting.com/post/432/1/Donne-e-produttivita http://www.siroconsulting.com/post/432/1/Donne-e-produttivita]]> di Simona Petrozzi

Quando parliamo di donne e produttività dobbiamo partire inevitabilmente da un dato di fatto: la crisi economica colpisce le donne in maniera particolare:

- sono le prime ad essere espulse dal mercato del lavoro, o ad uscirne volontariamente per dedicarsi alla famiglia;
- sono le più interessate da forme contrattuali precarie o anomale
- e anche nel caso facciano carriera difficilmente riescono ad entrare nella stanza dei bottoni, tanto che solo un dirigente su dieci in Italia è donna, contro la media di tre su dieci degli altri Paesi Europei.

Se continuiamo così, le nostre imprese rischiano di perdere un capitale importante di qualità e valori specifici dell’universo femminile. Ritengo quindi che sia una questione economica e di produttività prima ancora di essere una questione politica di parità di diritti.

Perché lo dimostrano i dati laddove vi sono donne al comando delle aziende si registra un’inclinazione al fatturato sempre più crescente rispetto all’universo maschile: in media circa il 3-3,5% in più che un uomo.
Un dato che fa riflettere e che mette in evidenza la capacità di relazione delle donne, la capacità di gestire il personale, la capacità di guidare un’azienda come una famiglia. Questi sono i grandi punti di forza delle manager in rosa ed è questo che dobbiamo valorizzare e non certo stroncare sul nascere.

Perché in molti casi è questo invece quello che avviene. Anche se gli ultimi dati dell’Osservatorio Censis-Confcommercio dimostrano che le imprenditrici sono sempre di più e non si scoraggiano facilmente. Forse anche perché in Italia non è che possano permetterselo tanto. Nel nostro paese, infatti, creare un’attività imprenditoriale al femminile spesso si trasforma in una sorta di gara a ostacoli. Per mettersi in proprio a volte una donna deve “fare un’impresa” nel vero senso della parola.

Il problematico rapporto con le banche, gli scarsi incentivi, la difficile gestione della vita famigliare, una certa prevenzione diffusa: sono queste le “asticelle” che una donna, intenzionata a rimanere se stessa e farsi al tempo stesso imprenditrice, deve superare.

È indubbiamente un ritardo che coinvolge l’intera società italiana, ancora molto distante dai modelli virtuosi, quali i paesi scandinavi, dove la parità dei sessi è reale e attraversa la vita di tutti i giorni; o gli Usa, in cui operano gruppi di pressione molto forti e strutturati, in grado quindi di svolgere un lavoro di lobbyng e di influenzare governo e istituzioni.

L’arretratezza italiana nell’affrontare la “questione femminile” nel mercato del lavoro autonomo (ma anche in quello dipendente, occorre ricordarlo) è testimoniata da molti aspetti: si va dalla carenza di servizi di base e opportunità (asili nido, orari flessibili ecc) alla scarsità di finanziamenti (la legge 215/92 sulle “azioni positive per l’imprenditoria femminile è un guscio vuoto, essendo priva di fondi) o alla difficoltà di accedervi.

L’URGENZA DI UN MODELLO DI LAVORO AL FEMMINILE

Per questo abbiamo bisogno di creare un modello di lavoro, di impresa e di società, fatto anche a nostra immagine e somiglianza, e non più soltanto ad immagine e somiglianza degli uomini. Un modello al femminile che, ad esempio, valorizzi le capacità relazionali, rispetti la conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro, che esalti la creatività, che perda alcune rigidità per promuovere invece la nostra capacità di organizzarci e di essere duttili.

Se vogliamo questo nuovo modello di lavoro e di impresa, dobbiamo darci da fare. Non possiamo delegare a nessuno questo compito. Non perché i  nostri colleghi uomini non se ne prenderebbero carico, ma perché siamo noi – solo noi – a sapere cosa ci vuole e come fare per ottenerlo.

Per il resto, siamo imprenditori come i nostri colleghi, con gli stessi problemi e le stesse opportunità di stare sul mercato.

]]>
Wed, 8 Jul 2015 19:46:42 +0000 http://www.siroconsulting.com/post/432/1/Donne-e-produttivita
Dati nelle nuvole http://www.siroconsulting.com/post/430/1/Dati-nelle-nuvole http://www.siroconsulting.com/post/430/1/Dati-nelle-nuvole]]> di Caterina Flick, Vincenzo Ambriola

Il termine cloud computing è usato per definire le tecnologie che consentono la delocalizzazione di risorse e servizi informatici. Il NIST (National Institute of Standards and Technology) definisce il cloud computing come un modello che abilita l’accesso tramite internet a risorse condivise di calcolo, utilizzabili dinamicamente ed efficacemente a fronte di limitate attività di gestione. Pur basandosi su tecnologie oramai mature e consolidate, il cloud computing costituisce un paradigma moderno mediante il quale gestire risorse ed erogare servizi informatici. In particolare, il cloud computing è utilizzato per servizi a erogazione diffusa (quali posta elettronica o social network) diretti a singoli, imprese o pubbliche amministrazioni. In un’accezione più ampia, il termine è utilizzato per indicare la fornitura di servizi rivolti all’automazione dei processi di gestione delle attività di impresa e alla gestione d’ufficio... (segue)

Scarica il documento integrale

]]>
Mon, 6 Jul 2015 19:28:56 +0000 http://www.siroconsulting.com/post/430/1/Dati-nelle-nuvole
Il galateo delle Imprese http://www.siroconsulting.com/post/417/1/Il-galateo-delle-Imprese http://www.siroconsulting.com/post/417/1/Il-galateo-delle-Imprese]]> Il galateo delle imprese
Corso di aggiornamento di “business etiquette”
per imprenditori

Ha la struttura di un master. Affronta temi di grande interesse per la vita professionale e privata. Si avvale di docenti esperti che con una didattica chiara ed efficace riescono a coinvolgere ogni partecipante in maniera diretta. Integra le nozioni teoriche con esercitazioni pratiche in aula e soprattutto, garantisce risultati subito tangibili.
È un nuovo corso di aggiornamento per rispondere alle esigenze degli operatori che desiderano comportarsi in maniera appropriata in ogni ambito e circostanza, migliorando la propria performance con successo.
È articolato in tre moduli monotematici, ciascuno della durata di un giorno con orario 9-13/14-18, effettuati a cadenza mensile.
1. Come parlare in pubblico efficacemente
2. L’importanza dell’immagine personale e della postura
3. Il galateo della comunicazione scritta
4. L’arte di ricevere
5. Il passaporto del galateo
Si tratta quindi in un vero e proprio approfondimento di quelle “tecniche di comportamento” che, dalla dizione al galateo della tavola, aiutano a sentirsi sempre a proprio agio con gli altri, preparati ed efficienti in ogni momento della propria vita.

CARATTERISTICHE TECNICHE:
DURATA
3 INCONTRI
ORARIO
9-13/14-18
SEDE
LE LEZIONI SI SVOLGERANNO A ROMA IN ZONA CENTRALE
COSTO INDIVIDUALE DI PARTECIPAZIONE
€ 300,00 + IVA COMPRENSIVI DI TUTTO IL MATERIALE DIDATTICO
CALENDARIO
DA CONCORDARE
NUMERO DI PARTECIPANTI
È PREVISTO UN NUMERO MASSIMO DI 10 PARTECIPANTI
ATTESTATI
AL TERMINE DEL CORSO SARANNO RILASCIATI UN ATTESTATO DI ATTITUDINE E PARTECIPAZIONE E, SU RICHIESTA, UN CERTIFICATO DELLE COMPETENZE ACQUISITE
ISCRIZIONI
www.siroconsulting.com 335.6409500

PRIMO MODULO
Come parlare in pubblico efficacemente (Dr.ssa Simona Petrozzi)
Contenuti
-Generalità sulla comunicazione umana
- Comunicazione e percezione: quello che gli altri capiscono quando tu parli
- Comunicazione ad una e due vie
- Comunicare nell’organizzazione in modo efficace
- Ascoltare: il primo passo per comunicare
- Eloquio di convincimento: le Regole di Corace Siracusano
- Voce,posizione del corpo e riflessi sulla comunicazione
- Riprese video e fotografiche

SECONDO MODULO (Sig.ra Silvana Augero)
L’importanza dell’immagine personale e della postura
Contenuti
- Presentazione ed introduzione all’Analisi Cromatica
- Identificare i colori che rendono più incisiva la nostra immagine
(colori “amici”)
- Test cromatico dei partecipanti
- Forme del viso e silhouettes; come armonizzare i tratti somatici e
scegliere i capi di abbigliamento alla propria figura
- Studio della figura dei partecipanti e corretta postura
- Creare un guardaroba in funzione delle reali necessità
d’immagine
- Sapersi muovere con eleganza ed a proprio agio in ogni
circostanza e ambito

TERZO MODULO (Dr.ssa Simona Petrozzi)
Il galateo della comunicazione scritta internazionale
Come comunicare in maniera corretta ed efficace
Contenuti
- I segreti della comunicazione scritta:
la lettera cartacea
‘Netiquette’: il galateo in rete
ll sito internet (come farsi odiare da chi naviga)
- Esempi concreti di comunicazione scritta e visuale
auguri
omaggi (scelta e comunicazione)
ringraziamenti

QUARTO MODULO
L’arte di ricevere (Dr.ssa Simona Petrozzi)
Il galateo della ricezione e le pubbliche relazioni
Gestire le pubbliche relazioni è una strategia vincente per gli imprenditori che vogliono farsi conoscere, aumentare i contatti con nuovi clienti e fidelizzare quelli abituali.
Contenuti:
- saluti e presentazioni, la perfetta “prima impressione”
- organizzare un evento o colazione di lavoro
- ricevere un ospite
- come fronteggiare un'obiezione

QUINTO MODULO
Il passaporto del galateo(Dr.ssa Simona Petrozzi)
Gestire le relazioni con persone straniere all’estero o in Italia.
Ogni cultura ha infatti un universo di gesti convenzionali, metafore, modi di dire e atteggiamenti a cui fare riferimento. Ed è facile, per chi non li conosce, cadere in gaffes involontarie. Il modulo aiuta a penetrare in questo universo per impostare bene i rapporti con i clienti stranieri, ma anche per muoversi in perfetto agio all’estero.
Contenuti
- Gestire l’accoglienza di un cliente straniero
- Conoscere usi e costumi dei Paesi stranieri
- Evitare gaffes e fraintendimenti
- Oltre le parole: imparare ad interpretare i gesti
- Sapersi muovere in un Paese straniero

]]>
Wed, 1 Jul 2015 19:33:00 +0000 http://www.siroconsulting.com/post/417/1/Il-galateo-delle-Imprese
Catalogo corsi 2015 http://www.siroconsulting.com/post/410/1/Catalogo-corsi-2015 http://www.siroconsulting.com/post/410/1/Catalogo-corsi-2015]]> Area: "Gestire e potenziare se stessi"

Pubblicato il nuovo elenco completo dei corsi 2015

]]>
Wed, 1 Jul 2015 16:55:00 +0000 http://www.siroconsulting.com/post/410/1/Catalogo-corsi-2015
Il passaggio da Micro Impresa a Piccola Media Impresa http://www.siroconsulting.com/post/409/1/Il-passaggio-da-Micro-Impresa-a-Piccola-Media-Impresa http://www.siroconsulting.com/post/409/1/Il-passaggio-da-Micro-Impresa-a-Piccola-Media-Impresa]]> di Simona Petrozzi

Qualunque tipologia d’impresa (commerciale, industriale, di servizi, rurale, che sia individuale, di persone, o società di capitali) per esistere dev’essere gestita.

Il problema attuale per la proprietà delle PMI è principalmente quello di isolare la fase decisionale dalla fase operativa. Oggi nelle PMI il vertice è occupato dall’operatività ed il mantenimento delle condizioni raggiunte comporta una disattenzione costante nei riguardi dei cambiamenti esterni. L’esistenza di un flusso formale di pianificazione ha un’influenza vitale sulle modalità di attuazione delle strategie perché la pianificazione necessita di una suddivisione dei compiti e delle responsabilità, informa e rende condivisibili difficoltà ed obiettivi.

La gestione più semplice e quella che ritroviamo più spesso nel tessuto italiano è quella informale. Tale conduzione è sufficientemente efficace nelle micro e piccole imprese a carattere familiare, dove la proprietà ha un importante ruolo operativo:

-          Si basa sull’esperienza, sull’intuito e sui ricordi dell’imprenditore

-          Il processo decisionale è accentrato

-          Le disposizioni sono date verbalmente

-          Non esistono procedure e organigramma

-          La contabilità viene tenuta esclusivamente ai fini fiscali

Allorquando dovesse verificarsi una crescita dell’impresa, si rende necessario ampliare la struttura e delegare, anche solo in parte, il potere decisionale e la relativa responsabilità. Sulla scorta di ciò, occorre si evolva gradualmente il modo di gestire da informale ad organizzato per:

-          Definire responsabilità, funzioni e mansioni

-          Creare punti di riferimento a supporto del processo decisionale

-          Delegare, almeno in parte, la responsabilità delle decisioni

-          Instaurare procedure per la raccolta dei dati contabili e non

-          Avvalersi d’analisi e proiezioni dei dati storici

-          Stabilire obiettivi

-          Motivare le decisioni

-          Pianificare e controllare la gestione

Le PMI che avvertono la necessità di evolvere il proprio sistema di gestione, ma che ancora non hanno provveduto a farlo, dovrebbero adeguarsi, per affrontare un mercato che sta diventando sempre più competitivo a causa del processo di globalizzazione, “internettizzazione” e di new marketing in atto.

La considerazione vale anche, ed in particolare, per le aziende in procinto di affrontare gli inevitabili problemi che il cambio generazionale, vale a dire la trasmissione del know-how alla generazione più giovane, comporta.

La strategia, la formazione, la crescita del personale sono parte del patrimonio dell’impresa e ne accrescono il valore, al pari degli investimenti produttivi.

L’organizzazione è il primo step verso la pianificazione; senza pianificazione non esiste controllo di gestione: infatti, è impossibile rilevare discostamenti senza avere prima stabilito i termini di paragone.

Chi vive in azienda è coinvolto in una conduzione storica, lenta e difficile da evolvere se non si ricorre ad esperienze e competenze di nuovi manager o studi di consulenza aziendale.

Solo la perseveranza, la volontà e la convinzione di passare da una gestione intuitiva ed informale ad una mirata ed organizzata, consentiranno di portare a termine il progetto con successo.

Ritengo giusto chiarire che organizzare non significa burocratizzare: una buona organizzazione è flessibile e non pesa sulla struttura con aggravio di compiti, anzi, definisce funzioni, responsabilità e mansioni, ridistribuisce meglio il lavoro, sovente con risparmio di tempo.

Come tutti sappiamo, il fine d’ogni impresa è l’utile, i fattori che principalmente lo influenzano sono:

-          Il prezzo dei prodotti, determinato in buona sostanza dal mercato

-          Il costo dei prodotti, che si genera nell’impresa

-          Le spese di funzionamento, che dipendono dalla gestione

 

Organizzare, pianificare e controllare la gestione vale a dire:

-          Riuscire ad individuare il miglior prezzo accettato dal mercato

-          Attribuire il giusto costo ad ogni singolo prodotto

-          Ottimizzare i costi di produzione, migliorando l’efficienza ed evitando gli sprechi

-          Controllare le spese fisse e variabili di struttura

-          Migliorare il funzionamento della gestione

Questo, a tutto vantaggio della competitività e, in conseguenza, degli utili.

Una gestione aziendale organizzata e ben pianificata deve poter rispondere ai seguenti interrogativi:

-          Chi deve fare

-          Cosa deve fare

-          Come deve fare

-          Quando deve fare

In un’impresa a carattere familiare l’organigramma non è formalizzato, ma è intuito dai dipendenti, che hanno come unico riferimento l’imprenditore stesso, sul quale, generalmente, è accentrata l’intera responsabilità di gestione.

Trovo necessario chiarire che s’intende per:

-          “Funzione” una serie di responsabilità o compiti specifici assegnati o riconosciuti nell’ambito di una struttura o di un’organizzazione

-          “Mansione” ciascuno dei compiti esplicati nell’ambito della funzione.

Le principali funzioni sono: amministrazione, commerciale, tecnica, marketing, finanziaria, risorse umane, acquisti, nell’ambito delle quali gli addetti svolgeranno specifiche mansioni.

Quando l’organico assume maggiori dimensioni ed incomincia a delinearsi un’operatività distinta tra le aree aziendali, è bene formalizzare un organigramma gerarchico e funzionale, che riguardi tutti i dipendenti: dal vertice aziendale fino ai livelli impiegatizi ed agli, eventuali, operai.

Ritengo sia necessario creare il rispetto della gerarchia a tutti i livelli per evitare prevaricazioni, che sono motivo di conflittualità tra i dipendenti: ogni dipendente ha il diritto di sapere da chi dipende ed a chi deve riferire.

La definizione delle funzioni e quindi delle deleghe, stimola la professionalità e favorisce lo scambio d’informazioni nell’ambito dell’intera struttura.

L’azienda che decide di passare da gestione informale ed intuitiva ad organizzata e mirata, dovrebbe nominare un responsabile di progetto o un manager, che dovrà disporre dell’autorità e dei mezzi per studiare il progetto, attuarlo e renderlo operativo.

L’incarico richiede un impegno ed una professionalità forti ed a tempo pieno ed è generalmente svolto senza compromettere l’abituale attività.

Il tempo che si dovrà dedicare al progetto ed in quanto tempo potrà essere realizzato e reso operativo dipende da una serie di fattori: le dimensioni dell’impresa, la struttura, le procedure già in essere e la disponibilità dei dipendenti, ma soprattutto dei vertici Aziendali, ad accettare il cambiamento. A titolo puramente indicativo è possibile ipotizzare che un progetto di evoluzione da gestione familiare a manageriale si completi, al massimo, in qualche anno. Durante il primo anno, che sarà il più impegnativo, il responsabile del progetto (il manager) dovrà:

-          Studiare e definire il progetto

-          Adeguare i programmi informatici (laddove ce ne sia bisogno)

-          Stendere l’organigramma gerarchico e funzionale

-          Definire le procedure

-          Istruire il personale

-          Attuare le deleghe

-          Raccogliere ed analizzare i dati

-          Pianificare la gestione del successivo esercizio

Dal secondo anno e successivamente procederà a:

-          Verificare ed adeguare il progetto alle necessità Aziendali

-          Controllare la gestione

-          Rilevare gli scostamenti tra previsioni e consuntivi

 

Requisiti del manager del cambiamento

La figura manageriale, ancor di più nelle imprese a carattere famigliare è essenziale e riveste un ruolo fondamentale. Il manager dev’esser anche un po’ psicologo, capace di far comunicare tra loro le generazioni, soprattutto di far capire al “padre” quale tra i figli abbia le potenzialità per sostituirlo al volante dell’azienda, accompagnandolo nel processo di crescita.

Spesso capita che i figli occupino tutte o quasi le posizioni manageriali con conseguente poca qualità perché non selezionati ad hoc, come dovrebbe avvenire o, comunque, perché non hanno un’esperienza professionale rilevante per il ruolo che vestono. Proprio per questo diviene necessaria la presenza di un manager “esterno” che ne coordini le attività in modo oggettivo, e che sappia valutare, dirigere ed indirizzare senza i comuni coinvolgimenti emotivi, puntando al benessere dell’impresa.

 

Considerazioni finali: “Due figure fondamentali e complementari”:

-          Il manager/consulente deve conquistarsi la fiducia dell’imprenditore, oltre che con le competenze, con fatti ed i numeri, educandolo gradualmente alla nuova gestione, standogli accanto senza sostituirsi ad esso, ma essendo il suo primo interlocutore, con il quale condividere la mission aziendale e le strategie da attuare nell’organico. Insomma deve ragionare come un imprenditore senza esserlo.

-          L’imprenditore anzitutto deve abbandonare la cultura del “modello familiare”, dev’esser concretamente predisposto al cambiamento, dopodiché deve scegliere il proprio dirigente su misura: egli sarà la persona giusta, al momento giusto, nel posto giusto. Ritengo sia importante sottolineare che mentre l’imprenditore dà vita ed investe nella business idea perché gli torni più di quanto investito, il manager, è un leader ed è colui che gestisce e dirige l’azienda, favorendo, altresì, l’incremento della produzione, quindi dell’utile.

Pertanto anche l’imprenditore, per il bene dell’azienda, non provi a sostituirsi al manager, le due figure s’incastrano ma non s’intercambiano.

]]>
Wed, 1 Jul 2015 16:55:00 +0000 http://www.siroconsulting.com/post/409/1/Il-passaggio-da-Micro-Impresa-a-Piccola-Media-Impresa